Obesità: le città fanno ingrassare

Obesità: le città fanno ingrassare

Vivere in città, soprattutto nelle grandi metropoli cariche di smog, di asfalto e povere di natura, parchi e piste ciclabili, favorisce l'aumento di peso e la comparsa dell'obesità

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    Obesità, città nemiche della linea

    L’obesità è un problema serio, una vera e propria malattia, che si sta diffondendo con numeri sempre più preoccupanti anche nella popolazione italiana: piccoli e grandi oversize, che rischiano di giocarsi non solo la linea, ma, soprattutto la salute. Colpa dei “soliti noti”, cioè stili di vita, alimentazione e sedentarietà? Anche, ma non solo, un’esperta italiana di disturbi del comportamento alimentare punta il dito anche contro le città, che fanno ingrassare.

    Sarebbe la “giungla metropolitana” in cui si vive a favorire l’aumento eccessivo di peso e l’obesità, almeno secondo la dottoressa Maria Gabriella Gentile, direttore del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’ospedale Niguarda di Milano. Le città diventano vere e proprie concause del problema per moltissimi fattori, come la mancanza di parchi e piste ciclabili.

    I parchi non ci sono, le piste ciclabili, spesso, sono solo miraggi discontinui, i percorsi pedonali sono avvolti in nuvole di smog e sporcizia: in queste condizioni per gli abitanti delle metropoli spostarsi a piedi o in bicicletta è praticamente impossibile.

    “Si va in macchina anche all’ufficio postale sotto casa. E i figli si abituano fin da piccoli a stare seduti 24 ore su 24 e a non camminare, perché di occasioni per fare un po’ di movimento la città ne offre sempre di meno. Muoversi in bicicletta o a piedi è impossibile.

    Nelle città di oggi non c’è un ambiente che invita all’attività fisica, c’è solo stress che viene sedato con il cibo, bambini vittime della noia che passano giornate intere soli davanti alla tv, con i genitori al lavoro e pacchetti di patatine o merendine come unica compagnia” ha evidenziato la dottoressa Gentile. Fra le grandi città, secondo l’esperta, si salva solo Venezia, “provate a fare una passeggiata fra le calli e i vicoli del centro: di obesi neanche l’ombra. Perché i cittadini sono costretti a camminare”.

    Prevenire il problema non è solo una questione di medicina e psicologia, quindi, ma anche di urbanistica: secondo la Gentile sindaci e istituzioni “dovrebbero investire di più su questi aspetti. Perché le spese legate all’obesità sono altissime. Questi pazienti sviluppano un numero altissimo di patologie correlate, dal diabete alle malattie cardiovascolari e le spese per il Servizio sanitario nazionale schizzano alle stelle. Forse sarebbe meglio investire in prevenzione, il risparmio sarebbe assicurato”.

    Invogliare le persone a scegliere le proprie gambe come mezzo di trasporto, stimolare i bambini a riscoprire tutto il fascino dei giochi all’aria aperta, di una partita a calcio con gli amici nel parco, potrebbero essere strategie vincenti per prevenire la diffusione dell’obesità, soprattutto nei più piccoli.

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