Obesità: la soluzione è in noi!

Obesità: la soluzione è in noi!

Si tratterebbe di andare a ricavare quella o quelle molecole in grado di accelerare la combustione dei grassi in maniera naturale e tali armi che vengono possedute da ognuno di noi,

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    La notizia è destinata a far felici tutti e due i sessi in maniera bi-partisan, preoccupati da sempre dall’aumento ponderale e relativo soprappeso quando non finisce per dover parlare di vera e propria obesità, con i rischi che tale condizione comporta. Infatti, poter trovare in noi l’arma capace di farci dimagrire senza sottostare a stressanti ed estenuanti diete, il più delle volte abbandonate, esercizi fisici e immancabili sudate, spesso prive di risultati, potrebbe essere la soluzioni a tutti i mali afferenti la nostra forma fisica.

    E così, apprendiamo che il gruppo di Saverio Cinti, dell’università Politecnica delle Marche,ha presentato al congresso europeo sull’obesità ad Amsterdam ed è ha pubblicato sulla rivista della Federazione delle società americane di biologia sperimentale, Faseb Journal la vera arma anti-obesità.

    Si tratterebbe di andare a ricavare quella o quelle molecole in grado di accelerare la combustione dei grassi in maniera naturale e tali armi che vengono possedute da ognuno di noi, null’altro sono che cellule staminali del tessuto adiposo bruno che si trovano allocate alla base del collo.

    E sul tessuto adiposo bruno si sono dette nel passato diverse inesattezze circa la sua funzione e il relativo suo destino; ad esempio si pensava che venisse sostituito in toto nell’adulto da quello bianco e che dunque quello bruno fosse solo appannaggio dei neonati; sbagliato, pur se in quantità minori, in maniera proporzionale in confronto ai neonati, tale tessuto continua ad esistere anche nella persona adulta indipendentemente dai due sessi.


    Risultato, gli scienziati ne sono convinti, visto il ruolo brucia grassi di tale tessuto adiposo, perché non ricavare le sue cellule staminali per trattare gravi casi di obesità o forme di diabete scompensato quasi del tutto indifferente anche alle terapie insuliniche e ancora, secondo i ricercatori italiani, se tale grasso bruno fosse associato ad una dieta ragionevole e ad un moderato esercizio fisico, dalla scoperta scientifica si potrebbe trarre impiego anche da subito.

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