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Obesità: l’Unione Europea dichiara guerra a questa condizione

Obesità: l’Unione Europea dichiara guerra a questa condizione
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    Obeso

    L’obesità è un allarme sociale col carico di rischi che presenta al punto da essere indicata anche come patologia, spesso grave, che apre la strada a tante altre malattie, ricordiamo il diabete, gli ictus etc. Lo sanno bene i medici di quanto rischiosa sia l’obesità ma oggi anche la politica comunitaria addita questa condizione come qualcosa da contrastare efficacemente con ogni mezzo e si rivolge proprio all’Italia affinchè faccia della lotta contro l’eccesso ponderale il proprio cavallo di battaglia.

    Del resto siamo in grado di fornire dati dettagliati di questo fenomeno sociale grave se solo si pensa ai notizie che pervengono dall’O.M.S. che indicano nel 50% del totale della popolazione europea gli obesi o coloro che sono in soprappeso, cifre destinate purtroppo a salire in maniera vertiginosa, con due miliardi e mezzo di persone nel mondo in queste condizioni, nel giro di qualche anno.

    Dunque, non solo per contrastare il fenomeno, ma anche per evitare che l’obesità abbia il sopravvento pure sui giovanissimi, la Commissione Europea, per mano dell’Europarlamento, chiede a grande voce che i produttori di prodotti alimentari indichino a chiare lettere sulle confezioni vendute la giusta quantità degli ingredienti che entrano nel prodotto commercializzato, così come è fatta richiesta ai produttori anche l’avvertenza di indicare il contenuto di grassi, zucchero e sale compresa la consapevolezza, da parte del consumatore, di conoscere nel dettaglio il tipo di alimento che sta acquistando potendolo classificare come ad alto contenuto energetico o a scarso valore nutrizionale. Di questo, secondo la UE, si dovrà far carico anche la pubblicità con spot che chiarifichino tutto ciò.

    Con l’obiettivo di prevenire le gravi malattie causate dall’obesità, l’Unione Europea si auspica anche, da parte degli Stati membri, che l’educazione alimentare entri nelle scuole affiancata dall’educazione fisica, così come i menu delle mense delle scuole stesse dovrebbero essere controllati e fra gli alimenti delle diete dei giovanissimi dovrebbero entrare in più larga misura la frutta, la verdura, i legumi.

    Per tutte le altre pietanze è fatta richiesta di ridurre proporzionalmente le porzioni somministrate ai commensali. Così come, soprattutto nelle scuole, i distributori automatici di merendine non dovranno più offrire alimenti ad alto contenuto di grassi e zucchero. Infine si richiede alle scuole un impegno per chi li frequenta di 3 ore aggiuntive di educazione fisica a settimana.

    Analogo impegno da parte dell’UE è stato intrapreso nella riduzione degli acidi grassi trans ritenuti, se eccessivamente consumati, un rischio grave per la salute, attesa la pericolosità di provocare gravi malattie cardiache e metaboliche da parte di queste sostanze.

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