Obesità: il trattamento mediante chirurgia bariatrica

Obesità: il trattamento mediante chirurgia bariatrica

A determinare la gravità della condizione patologica afferente la stessa obesità è spesso la constatazione di come questa sia spesso la causa o in alternativa associata a diabete, ipertensione arteriosa a volte di grado elevato e risulta un aggravante per la cura di malattie quali l’asma, l’osteoporosi, per citarne solo alcune, quando non è essa stessa causa di infarti e/o accidenti di natura cerebrovascolare

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    Sovrappeso e obesità

    Sappiamo molto bene che l’obesità non è un problema solo di natura estetica, addirittura il soprappeso e l’obesità sono divenuti fenomeni sociali molto seri per il benessere dell’individuo, insomma tale condizione è in breve passata da vero e proprio fenomeno individuale con ripercussioni negative spesso di natura psicologica a vera e propria malattia di massa, stante la diffusione capillare che l’obesità ha nei Paesi sviluppati nel mondo. Addirittura l’America, che più di altre nazioni deve fare i conti con questa condizione patologica, conta ben 23 milioni di soggetti affetti da grave obesità con grande rischio della loro stessa vita.

    A determinare la gravità della condizione patologica afferente la stessa obesità è spesso la constatazione di come questa sia spesso la causa o in alternativa associata a diabete, ipertensione arteriosa a volte di grado elevato e risulta un aggravante per la cura di malattie quali l’asma, l’osteoporosi, per citarne solo alcune, quando non è essa stessa causa di infarti e/o accidenti di natura cerebrovascolare.

    I tentativi per configgere l’obesità sono molteplici, diete spesso abbandonate dal paziente, esercizio fisico più o meno intenso, farmaci, psicofarmaci e la stessa psicoterapia come supporto alle restrizioni alimentari, ma troppo spesso i risultati sono insoddisfacenti.

    La chirurgia bariatrica

    Prende dunque sempre più piede in America un trattamento più incisivo dell’obesità di grado elevato ed in forma grave soprattutto quando l’indice di massa corporea (BMI ) supera di gran lunga il valore di 35, tale trattamento, in Italia qualche volta finito nei giornali di cronaca per qualche effetto avverso riportato su qualche paziente, è rappresentato dalla chirurgia bariatrica, un approccio terapeutico che secondo le ultime stime del mondo scientifico, può giungere a ridurre il peso corporeo fino a sfiorare i cinquanta chilogrammi. E’ ovvio che tale trattamento, nonostante oggi sia andatosi migliorando fino a divenire quanto mai meno invasivo che nel passato, è da riservarsi ai soggetti con obesità nei quali altre terapie non hanno avuto successo e che hanno concomitanti complicazioni dovute alla stessa obesità. Fermo questo, la chirurgia bariatrica ha permesso l’affrancamento per lungo periodo di questi pazienti dal diabete mellito di tipo 2, del quale erano affetti, in quasi 80 pazienti su cento, riducendo in maniera significativa anche il rischio morte prematura di questi e altri pazienti.

    E’ ovvio che il consiglio di affidarsi a tale chirurgia deve essere solo riposto sui medici specialisti che hanno in cura il paziente e alla serie di esami che tali professionisti intenderanno condurre sull’ammalato, ma pare accertato, tuttavia, che la chirurgia bariatrica, che, ricordiamo, comprende il bendaggio gastrico aggiustabile, il bypass gastrico, il bypass biliopancreatico con switch duodenale, sia una tecnica abbastanza sicura e collaudata, ciò se consideriamo che a livello statistico la mortalità dei pazienti che si sono affidati a tale tecnica è scesa allo 0,35% dopo tre mesi dal trattamento, purchè questo venga eseguito in centri medici di eccellenza e non in luoghi sanitari di dubbia esperienza e capacità.

    Da ricordare che il trattamento mediante la chirurgia bariatrica prevede la riduzione della capacità gastrica, la riduzione dell’introduzione di cibo perché nel paziente viene indotto un senso di sazietà più marcato, ne deriva che anche solo per querst’ultimo risultato il peso ponderale del paziente in cura è soggetto a calare in maniera significativa.

    Tale trattamento andrà comunque escluso a quei pazienti che siano alcolisti, che abbiano malattie epatiche di un certo grado elevato, che abbiano nefropatie o malattie gastriche importanti sopratutto a livello intestinale, così come non andranno trattati con tale metodica i pazienti psichiatrici o quelli che a causa di altre patologie abbiano un’aspettativa di vita alquanto ridotta.
    Fonte: ( Xagena2008 )Pories WJ et al, J Clin Endocrinol Metab 2008; 93 ( 11 Suppl 1 ): S 89-96

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