Obesità: consideriamola una patologia

Obesità: consideriamola una patologia

Ad esempio, se considerassimo l’obesità una malattia potremmo anche dare impulso alla prevenzione come baluardo proprio per evitare l’obesità, potremmo fugare il dubbio che in molti alberga ancora, relativamente al fatto di trattare l’obesità come solo un fatto estetico e dunque affidato alle cure non del medico

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    Qualcuno si chiederà perché mai dovremmo considerare l’obesità una malattia sociale, con il carico di ordinamenti, costi e via di seguito che tale scelta arrecherebbe. Per una semplice ragione derivante dalla constatazione che facendo assurgere l’obesità al rango di malattia si potrebbero prevedere tutta una serie di disposizioni, normative e aspetti di grado diverso che potrebbero meglio regolare la questione obesità e obesi.

    Ad esempio, se considerassimo l’obesità una malattia potremmo anche dare impulso alla prevenzione come baluardo proprio per evitare l’obesità, potremmo fugare il dubbio che in molti alberga ancora, relativamente al fatto di trattare l’obesità come solo un fatto estetico e dunque affidato alle cure non del medico ma spesso a rimedi improvvisati e spesso pericolosi per la vita. Ma ci sono anche dei motivi pratici che stanno a monte della questione, ad esempio, comprendendo le norme che regolano i trasporti degli obesi in ospedale, che devono provvedere alla cura della persona durante la degenza nei reparti ospedalieri.

    Una dimostrazione, i lettini predisposti per il trasporto della persona resistono fino a 150 chilogrammi di carico e sappiamo bene che ci sono obesi che pesano molto di più che si aggiunge all’inadeguatezza delle strutture ospedaliere riguardo alla cura delle persone obese, oltretutto che l’obesità sia un problema sociale lo dimostra il fatto che 11 italiani su cento sono obese quelli in soprappeso sono aumentati del 25% negli ultimi 15 anni; insomma ben quattro milioni di italiani sono rappresentati da obesi e persone in soprappeso. La maggiore diffusione di queste persone sono al sud e piu’ rischi esistono per gli over 40. In soprappeso sono il 42,5% degli uomini e il 26,6% delle donne, mentre sono obesi il 10,5% delle uomini e il 9,1% delle donne.

    Di questo passo, avverte il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ‘nel 2025 il tasso di obesita’ negli adulti aumentera’ del 43%’.

    Insomma bisogna fare prevenzione e per farla bisogna considerare l’obesità una malattia e anche grave, causa importante di suicidio, solo per citare uno dei tanti drammatici aspetti di tale condizione. La cosa peggiore, rileva il presidente della commissione Sanita’, e’ che ‘gli obesi gravi non sono ancora riconosciuti come malati e non una rete di accoglienza’ – i centri in Italia sono 18 – Prevenzione e ricerca, alla base del ddl, dice Tomassini, per aprire ‘un cammino di speranza a queste persone’ che spesso sono ‘condannate a un isolamento sociale’. A annunciare l’approdo del ddl sull’obesita’ in commissione Sanita’ a Palazzo Madama e’ il senatore, e vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, nel corso di un convegno sul rapporto tra ‘buona alimentazione e comunicazione’ – organizzato dall’Associazione per lo studio e la ricerca sui disordini alimentari e l’obesita’ (Adao) a Roma.

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