Nutraceutica: anche il cibo cura

Ed è in quest’ottica che gli esperti di nutraceutica studiano con rinnovato interesse alimenti come la soia, il lupino ed il cacao; per quanto riguarda la soia ed il lupino, queste parrebbero avere buone proprietà nel ridurre il colesterolo nel sangue, mentre è notoria l’azione del cacao nell’interagire coi livelli della pressione arteriosa

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    Chissà che un domani non dovremo acquistare il pesce, il cioccolato, lo yogurt e via di seguito direttamente in farmacia…. scherzi a parte, fermo il fatto che continueremo a comprare gli alimenti nei negozi specializzati ed i farmaci nelle farmacie.

    Vero è però che una scienza quale è di fatto la nutraceutica che studia il ruolo che il cibo determina sull’organismo, a volte anche curandolo, potrebbe offrirci nuovi scenari terapeutici ritenuti molto importanti.

    Al primo congresso cui sono intervenuti le massime espressioni di questa poco conosciuta scienza, si è fatta luce proprio sui vantaggi che la nutraceutica determina sull’organismo; si pensi ai pre e probiotici, agli integratori alimentari e come negare l’apporto di calorie, energia, sostanze nutritive che non si limitano a nutrire il corpo ma a migliorarne le proprie performance e dunque la stessa salute.

    Ed è in quest’ottica che gli esperti di nutraceutica studiano con rinnovato interesse alimenti come la soia, il lupino ed il cacao; per quanto riguarda la soia ed il lupino, queste parrebbero avere buone proprietà nel ridurre il colesterolo nel sangue, mentre è notoria l’azione del cacao nell’interagire coi livelli della pressione arteriosa.

    Il recente congresso ha offerto anche un’inedita visione del mondo scientifico nei confronti degli integratori alimentari guardati nella loro interezza rappresentata da composti in grado di interagire con l’organismo nel combattere le malattie e che presentano una facilità estrema d’utilizzo, atteso che la stragrande maggioranza degli integratori vengono assunti oralmente sotto forma di pillole, bustine o concentrati.

    E così, gli esperti ricordano il ruolo della glucosamina che parrebbe implicata nella sintesi dell’acido ialuronico e dunque impiegato nella terapia dell’artrosi, anche se non pare vi siano molte evidenze scientifiche fino adesso in tal senso che dimostrerebbero il ruolo importante di questo derivato del glucosio nel contrastare l’artrosi. Più certa è invece l’azione degli omega 3 che sono acidi grassi che vengono ricavati dall’adipe dei pesci ed utilizzati, una volta estratti e incapsulati, nel contrasto nei confronti dei radicali liberi compresa la prevenzione delle patologie cardiovascolari.

    Certo il rischio che ci si faccia prendere la mano e considerare tutto ciò che è naturale salutare è alto, dunque dovrà essere la scienza medica a verificare nei fatti se tante sostanze sbandierate come rimedi per molte malattie o quali molecole in grado di rallentare l’invecchiamento, poi nella pratica quotidiana si dimostrano tali o rappresentano l’ennesimo grande business per chi li produce e chi li commercializza. Sta di fatto che per alcune di queste sostanze naturali, di norma ricavate dal cibo si è in grado di estrarre altre sostanze che è possibile impiegare nella cura di molte affezioni e/o malattie. Ad esempio è noto il ruolo rivestito dai probiotici, generalmente definiti fermenti lattici che si oppongono al depauperamento della flora intestinale soprattutto quando minata da farmaci come gli antibiotici. Tuttavia l’eccezione che a volte la medicina ufficiale oppone alla nutraceutica è quella di considerare non tanto le sostanze naturali attive nella pratica clinica, semmai non volersi convincere che spesso, basterebbe una dieta equilibrata che comprenda un’estrema varietà di diversi alimenti, per poter assicurare il giusto apporto di nutrienti al nostro organismo.