Nuovi farmaci antitumorali: difficile reperirli per molti pazienti italiani

Alcune associazioni che fanno a capo alla ricerca oncologica hanno denunciato la situazione critica in cui si trovano molti pazienti italiani affetti da tumore, per quanto riguarda la reperibilità dei nuovi farmaci

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    La maggior parte dei pazienti italiani trova difficoltà nel reperire i nuovi farmaci antitumorali. Infatti, solo in alcune regioni italiane, come Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Marche e nella provincia di Bolzano possono essere disponibili, nel più breve tempo possibile, queste terapie. Tutti questi inconvenienti e ritardi sono dovuti a rallentamenti burocratici da parte delle Regioni ma anche delle ASL territoriali: sino a quando le Commissioni tecnico-scientifiche non analizzano e visionano le nuove sostanze non possono essere approvate. Purtroppo, seguendo questi iter burocratici, i pazienti italiani in attesa ne subiscono le conseguenze sottolineando le disparità esistenti tra il nostro Paese ed il resto d’Europa, e le migrazioni tra una regione e l’altra, con elevati costi, per i malati. Questi ultimi, pur di velocizzare la reperibilità dei farmaci, infatti, sono disposti a tutto, anche a viaggiare rivolgendosi a strutture sanitarie lontane dalla propria casa.

    La denuncia dei ritardi presente sul Rapporto presentato al Senato

    Ieri al Senato, durante la VII Giornata nazionale del malato oncologico (promossa dalla Favo, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), è stato presentato il IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. In quest’ultimo documento si trovano le lamentele sia dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) che della Società Italiana di Ematologia, insieme alla Favo, che con una lettera al Ministro della Salute Renato Balduzzi hanno sottolineato la situazione preoccupante (scritta dal dottor Stefano Cascinu, presidente Aiom e dal dottor Fabrizio Pane, presidente Sie). Il periodo che intercorre tra la fine della sperimentazione, l’approvazione da parte dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), l’inserimento in appropriati Piani Terapeutici e la dispensazione da parte delle farmacie ospedaliere è troppo lungo: in Italia trascorrono in media tra i 12 e i 15 mesi. La situazione, come sottolineano gli esperti, è preoccupante, per quanto sia alto il costo economico non si possono negare le terapie oncologiche necessarie.

    Come rimediare a questa situazione

    I nuovi farmaci antitumorali diretti e specifici verso le masse sono indispensabili per ridurre i casi di mortalità. Secondo le ultime statistiche, eseguite a febbraio del 2012, ci sarebbero dei leggeri miglioramenti per quanto riguarda l’inserimento di nuove sostanze nei Prontuari Terapeutici Regionali. Nonostante i piccoli miglioramenti, i disagi risultano sempre e comunque superiori: tempi di attesa troppo lunghi tra le Commissioni regionali e le pubblicazioni delle delibere. I malati oncologici hanno diritto alle cure necessarie, in particolar modo se queste sono innovative ed una speranza concreta per molti di loro. Le istituzioni devono cercare di risolvere questo problema il prima possibile e garantire l’assistenza necessaria ai tanti italiani che soffrono, cercando di eliminare le disparità esistenti tra regione e regione, e tra l’Italia e gli altri Paesi europei.