Nube vulcanica: è pericolosa? Ultimi aggiornamenti

La nube tossica scatenatasai dal vulcano islandese, è pericolosa per la salute?, il ministro Fazio dice no, l'Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene il contrario, a chi credere?

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    Siamo un po’ col fiato sospeso davanti alla nube scatenatasi dal vulcano islandese che tanto filo da torcere sta dando alla navigazione aerea, vero è che l’Etna, ad esempio, ci ha abituati a questo tipo di emergenze, ma riguardando soltanto la Sicilia quasi sempre, poco importava al resto dell’Italia sapere che le ceneri vulcaniche creano disagi e tanti pericoli, ma oggi quello che vorremmo conoscere è l’eventuale danno alla salute che tale cenere potrebbe arrecare al nostro organismo.

    A questo punto delle due l’una, o ci fidiamo del parere del nostro Ministro della Salute Fazio che getta acqua sul fuoco sostenendo che le ceneri non arrecano danno alla salute, almeno queste ceneri; oppure facciamo riferimento al parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di pericolo serio nel caso in cui la cenere dovesse posarsi al suolo.

    Il motivo del potenziale pericolo rappresentato dalla cenere è dato dal carico di zolfo che questa detiene una volta depositatasi sul terreno. Lo zolfo, o meglio le particelle di ceneri ad alto contenuto di zolfo potrebbero arrecare danni a polmoni e bronchi e potrebbero nuocere a quei soggetti broncopatici, asmatici e, soprattutto allergici.

    Anche il professore Leonardo Fabbri, direttore della clinica delle malattie respiratorie dell’università di Modena, è preoccupato per quanto sta avvenendo in mezza Europa, Italia compresa, in altri simili casi, in cui altre nubi hanno investito aree abitate in Ecuador, alle Hawaii e anche a Messina, sostiene lo studioso, si è sempre registrato un aumento delle visite al pronto soccorso da parte dei soggetti fragili come anziani, bambini e portatori di malattie respiratorie. Esiste un rimedio a tutto ciò? Restare a casa il più possibile nei giorni critici, soprattutto se si appartiene a quelle categorie a rischio.

    Adesso poi ci mancava anche “lui”, Hekla, il vulcano al Sud dell’Islanda che ha cominciato ad eruttare e che se anche dovesse essere teatro di una nube questa si aggiungerebbe alla prima emessa da Eyjafjoell, da registrare che in Italia il prodotto della prima eruzione è stato già rilevato dal C.N.R. che ha localizzato negli Appennini in prossimità di Bologna le prime concentrazioni di particelle vulcaniche.

    Anche alla luce di queste nuove rilevazioni siamo in grado di stabilire che la nube è composta da vapore d’acque, anidride solforosa, composti al fluoro e cenere vulcanica a base di silicio. Alla luce del fatto che non vi sarebbe stata una successiva alimentazione il rischio per la salute si è abbassato, stante la constatazione che la polverizzazione dei composti vulcanici si stempererà nel tempo. Resta l’allarme dovuto alla possibilità di una seconda alimentazione anche da altro vulcano, come detto ed in questo caso l’allarme potrebbe essere alto visto che le polveri a base di zolfo e fluoro, qualora fossero inalate, metterebbero a rischio le popolazioni maggiormente colpiti da affezioni respiratorie, alla stregua di quanto determina l’inquinamento atmosferico comune delle nostre città, ma con picchi sicuramente più elevati.