Novità su una probabile e futura cura del diabete

Novità su una probabile e futura cura del diabete

Studiosi dell’Università di Toronto, hanno scoperto che la somministrazione di un neurotrasmettitore (GABA), potrebbe essere la futura cura per il diabete di tipo 1

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    Sono recenti le novità su una probabile e futura cura del diabete di tipo 1. Secondo uno studio canadese, infatti, in un futuro, speriamo prossimo, questa patologia potrebbe essere curata utilizzando un neurotrasmettitore. Tutto ciò accadrà se i prossimi studi confermeranno positivamente i risultati. Il diabete di tipo 1, è il più diffuso, chiamato anche diabete insulino-dipendente, o diabete ad esordio giovanile. La caratteristica di tale malattia è la distruzione delle cellule beta del pancreas (importanti per la produzione dell’insulina), con tendenza alla chetoacidosi (aumento della produzione di corpi chetonici: acido acetico, acetone, e altri).

    Purtroppo, i pazienti affetti da diabete di tipo 1 sono legati a vita all’assunzione di insulina, ecco perché la grande importanza dello studio. Quest’ultimo è stato condotto dai ricercatori del St. Michael’s Hospital di Toronto, su modelli animali per ora. L’Università di Toronto è molto importante anche perché, circa un secolo fa, fu scoperta l’insulina, farmaco salvavita per i pazienti affetti da diabete. Sino ad ora gli studi sono stati condotti su topi di laboratorio con risultati veramente importanti: ossia rigenerare le cellule beta del pancreas, distrutte dalla malattia, con la semplice somministrazione di un neurotrasmettitore, l’acido gamma-amino-butirrico (Gaba).

    Quest’ultimo, oltre a proteggere le cellule beta dalla distruzione, è in grado anche di inibire la reazione del sistema immunitario (responsabile di molti danni che danno origine al diabete) nei confronti di queste.

    Qual è la relazione tra il neurotrasmettitore e le cellule beta? Sino ad ora non è ancora stato scoperto del tutto. La presenza del GABA a livello del sistema nervoso centrale è ormai nota da tempo, come anche una sua alta concentrazione proprio nel pancreas, ma come questo riesca a riparare le cellule beta non è ancora chiaro. Una cosa è certa che questo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, è un importante inizio per la scoperta di una cura contro il diabete di tipo 1.

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