Foto: no, grazie!

Foto: no, grazie!
da in News Salute, Psicologia
Ultimo aggiornamento:

    No Foto

    E’ molto più frequente di quanto sembri, esistono due tipi di donne, le prime, che non resistono al fascino di trovarsi davanti una macchina fotografica o una video camera ed ogni occasione è buona per farsi immortalare, non prima di averci fatto una lista chilometrica di raccomandazioni circa la giusta angolazione da osservare, la giusta dose di luce da predisporre e i tanti accorgimenti da mettere in atto; a queste si aggiunge una lunga schiera di donne invece alle quali fare una foto è più difficile che farsi eleggere alla Presidenza del Consiglio!

    Una vacanza con questo tipo di donna non sempre è facile, almeno per quanto riguarda la possibilità di conservare il ricordo di un posto trascorso insieme con l’effige della persona che ci ha accompagnati; il tormentone, taglia, cancella, butta, elimina, nel momento in cui ci accingiamo a selezionare e raccogliere tutte le foto scattate nei giorni di rilassatezza della vacanza diventa quanto mai snervante e il rischio di una litigata o di gettare fra i rifiuti la macchina fotografica si avvicina sempre di più, man mano che abbiamo messo mano al salvataggio delle foto che a noi, poveri profani, sembravano ben riuscite, a meno di non ricorrere ai maghi del trucco in grado di rendere anche la peggiore foto scattate un’opera d’arte.

    Tuttavia, a noi uomini, padri, mariti, zii o fidanzati che siamo, dovrà consolare il fatto di sapere che non è solamente la nostra compagna, o figlia o sorella o parente prossima o semplicemente amica a soffrire di queste fisime o almeno così noi siamo indotti a considerarle, c’è una pletora immane di persone appartenenti al gentil sesso che soffre della stessa fissazione; no foto, a meno che….

    A meno che non si ricorra a qualche accorgimento per non far risaltare quello che molte donne credono essere il loro grande limite, un trucco non perfetto, un’acconciature non impeccabile, un sorriso poco smagliante e via di seguito. Un problema psicologico, dunque, come ammette la psicologa statunitense, Linda Papadopoulos, che ha lavorato alla trasmissione del Grande Fratello che dice: «Noi donne tendiamo a odiare le foto di noi stesse più degli uomini perché siamo incoraggiate a credere di valere per come appariamo. La maggior parte di noi si fa problemi di aspetto. Una fotografia è peggio di uno specchio, perché siamo messe a fuoco in un modo diverso. Davanti a uno specchio possiamo allontanarci, spostare i capelli e cambiare posa. Ma in una fotografia non possiamo». Inoltre, sostiene la Papadopoulos, guardando una fotografia si tende a rivivere le stesse sensazioni di quando è stata scattata: «Se non vi stavate divertendo sarà difficile che vi sentiate bene riguardandovi».

    Dunque, quasi esclusivamente una questione di immagine, la stessa riflessa che magari vorremmo diversa di come in realtà si presenta, o come crediamo di apparire soprattutto per come gli altri ci vedono, come afferma l’altro psicologo David Lewis, esperto in percezione del corpo.

    «Il livello di gradimento delle fotografie che ci ritraggono dipende da quanto si avvicinano all’immagine ideale, non a quella reale. Così quella fatta con la giusta luce e angolazione, che dà un’immagine di noi più vicina all’ideale sarà anche conservata più facilmente».

    Un tempo, molto tempo fa, le persone tendevano a confrontarsi con parenti e vicini, dice ancora Linda Papadopoulos, «ma oggi lo facciamo con chi troviamo sulle riviste o sul grande schermo. Di solito si tratta di persone che oltre a essere tra le più belle sono al massimo dello splendore della giovinezza o della salute, oltre a essere curate da stilisti, parrucchieri e truccatori». Ma una buona notizia c’è: «Le fotografie non sono affatto rappresentative di come siamo in realtà. Sono solo la riproduzione di un momento statico. Le persone non sono mai così e il nostro modo di muoversi influisce. Da molti studi si è visto che dal vivo si ha sempre un aspetto migliore, anche perché riescono a emergere le qualità del carattere». Bene e allora che fare? semplice, non fare più foto alla nostra compagna, ricordarla dai paesaggi che abbiamo ripreso senza di lei immaginando la sua espressione solo nella nostra memoria…. Fotografica!

    707

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN News SalutePsicologia
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI