No alle diete vegetariane e vegane nei bambini e in gravidanza: il parere dei pediatri

I pediatri della Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) hanno affermato che le diete vegetariane e vegane nei bambini e in gravidanza costituiscono un pericolo per il benessere e lo sviluppo dei più piccoli. Ecco cosa affermano i medici in merito al fenomeno veg e all’introduzione di una dieta priva di proteine animali nell’età che va dalla prima infanzia all’adolescenza

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    I bambini non dovrebbero seguire una dieta vegetariana o vegana, e anche in gravidanza bisogna prestare molta attenzione. È ciò che i pediatri della Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) hanno stabilito nel corso di una recente serie di convegni a Milano e a Napoli, che hanno avuto come tema gli effetti dell’alimentazione sulla salute del bambino, dalla sua nascita all’adolescenza. La conclusione? Le diete vegetariane e vegane sono carenti ed inadeguate a garantire il benessere e lo sviluppo del bambino.

    Le statistiche sulla dieta vegetariana e vegana

    Sono diverse migliaia le persone che nel nostro paese seguono un’alimentazione priva di proteine animali, o quantomeno di carne e pesce. In Europa i dati rivelano che il 7,6% della popolazione è vegetariana. Tra questi, il 3% delle persone seguono una dieta vegana e il 4,6% quella LOV – ovvero latto-ovo-vegetariana.

    Si tratta di un vero fenomeno veg, di cui bisogna prendere assolutamente coscienza. Lo rivela il dottor Salvatore Barberi, pediatra presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano e membro del consiglio direttivo della Sipps, che afferma: “Nelle famiglie italiane le scelte alimentari vegetariane dipendono nel 47,6% dalla convinzione che le proteine vegetali siano più salutari di quelle animali, mentre nel 31,7% la causa che innesca il cambiamento di stile alimentare è il profondo rispetto degli animali”.

    Ma in che modo una dieta limitante come quella vegetariana o, ancor di più, vegana, può influire sul benessere e sulla salute di un bambino in fase di sviluppo? È quello che i pediatri della Sipps hanno studiato nel corso degli ultimi anni, fino a giungere ad una conclusione ben precisa.

    Le diete vegetariane pongono un serio rischio di alterato sviluppo cerebrale perché carenti di vitamina B12, DHA e ferro, tutti nutrienti disponibili naturalmente in un’alimentazione inclusiva di prodotti animali, senza bisogno di supplementi” – spiega la dottoressa Margherita Caroli, pediatra e nutrizionista di fama internazionale.

    Dieta vegetariana o vegana in gravidanza e nei bambini

    Il dottor Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps, spiega: “La gravidanza è l’unico periodo della vita in cui la dieta alimentare influenza non solo lo stato di salute della donna, ma anche quello del nascituro.

    Le donne vegetariane possono andare incontro a seri problemi di carenza di micro e macro nutrienti. La dieta ideale rimane quella mediterranea che soddisfa tutte le esigenze nutrizionali”.

    Ma quali sono i rischi cui si può incorrere seguendo una dieta priva di proteine animali? Innanzitutto, coloro che adottano un’alimentazione vegetariana o vegana hanno un fabbisogno proteico maggiore del 5-10% rispetto a chi segue una dieta completa.

    I neonati, cresciuti nel grembo di mamme vegetariane o vegane, vengono al mondo con un livello di DHA più basso nel plasma e nel loro cordone ombelicale. Per questo è consigliato un integratore di DHA sia in gravidanza che in allattamento.

    Gli altri nutrienti che potrebbero essere carenti in una dieta priva di carne e pesce sono la vitamina B12, il calcio, lo zinco, la vitamina D, lo iodio e il ferro.

    Per evitare una carenza di vitamina B12, è necessario integrare durante l’allattamento. È consigliato far assumere l’integratore anche ai lattanti, perché alla nascita hanno delle scarse riserve e il latte materno ne fornisce un quantitativo minimo.

    Anche la carenza di ferro – un elemento dalle importanti proprietà – è un rischio in chi segue diete vegetariane o vegane. Gli alimenti vegetali infatti contengono un tipo di ferro il cui assorbimento da parte dell’organismo subisce l’influenza di altri elementi.

    Ad esempio, i fitati, il calcio e i polifenoli inibiscono l’assorbimento del ferro, mentre la vitamina C contenuta nella frutta e nella verdura lo favoriscono. Per combattere il problema di un assorbimento ridotto, bisognerebbe aumentare il fabbisogno di ferro dell’80%.

    Infine i pediatri della Sipps hanno affrontato un altro argomento: in che modo la dieta vegetariana e quella vegana possono prevenire le malattie non trasmissibili? Spesso si parla del fatto che un regime privo di proteine animali prevenga il diabete, i problemi cardiovascolari e i tumori.

    “Per quanto riguarda questi ultimi” – spiega la dottoressa Maria Carmen Verga, segretario nazionale della Sipps – “le conclusioni sono coerenti con quelle del World Cancer Research Fund. Mentre è documentato l’aumentato rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore con il consumo di carni rosse, soprattutto lavorate, non c’è alcuna prova sulla necessità di eliminare completamente tutte le carni, il pesce e gli alimenti di origine animale (latticini e uova). I risultati degli studi dimostrano che le diete vegetariane non hanno alcuna efficacia preventiva se confrontate con una dieta bilanciata, associata ad uno stile di vita complessivamente sano”.

    Sul tema si tornerà a dibattere dal 14 al 17 settembre a Venezia, nel corso del XXIX Congresso Nazionale Sipps, durante il quale verrà distribuito gratuitamente il dossier “Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva”, contenente le conclusioni del lavoro di ricerca condotto dagli esperti in questi ultimi mesi.