Nimesulide: è un farmaco sicuro?

Nimesulide: è un farmaco sicuro?
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    Alla luce degli ultimi riscontri, l'antinfiammatorio, Nimesulide, parebbe sicuro

    Per quanto la notizia non sia recentissima, ancora parecchi consumatori della Nimesulide, l’ormai arcinoto antinfiammatorio di larghissimo consumo, nutrono sospetti e paure verso questo farmaco, più volte tornato alla ribalta della cronaca per sopraggiunte notizie circa la tossicità del prodotto, pur se limitatamente a qualche caso clinico evidenziato.

    In particolare, l’ultima evidenza di epatotossicità della Nimesulide, si deve alla richiesta del CHMP ( European Committee for Medicinal Products for Human Use ) , una sorta di Istituto di vigilanza americano che ha richiesto alle Autorità preposte di riesaminare il profilo del farmaco, affinché, il rapporto costo/benefici, risulti a favore dei benefici stessi e, nell’affermare ciò, si fa riferimento agli ultimi 6 casi di danno epatico dopo l’utilizzo dell’antinfiammatorio.

    Di contro, Helsinn Healthcare, che ricordiamo essere, un gruppo farmaceutico a capitale privato che opera la fine di ottenere l’approvazione di farmaceutici per varie aree terapeutiche (flogistica,gastroenterologia, oncologia e terapia di supporto) attraverso lo studio sulla performance preclinica e clinica, lo sviluppo chimico, produttivo e il controllo – al fine di ottenere l’approvazione del settore in mercati strategici (Stati Uniti e Europa), precisa che la nimesulide è un prodotto sicuro, tant’è che, fin’ora, a più di vent’anni dalla somministrazione del preparato farmaceutico, nelle diverse formulazioni, su oltre 500 milioni di pazienti, non si evidenzia nessuno dei problemi che hanno portato sul “banco degli imputati” la molecola in questione. Persino il supposto danno epatico, per’altro riferito al periodo, 1999, 2006 e che fu al centro di polemiche per la rilevanza che si ebbe a dare dopo la denuncia avanzata dall’Unità Nazionale di trapianto del fegato, National Liver Tranplant Unit, presso il policlinico universitario St Vincent, in Irlanda, sarebbe ancora tutta da dimostrare, nella pratica.

    Si fa anche notare, fra l’altro, che la possibilità di un eventuale danno epatico è un effetto, sicuramente raro, ma non impossibile, dopo l’uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei, i comuni, fans, tant’è, che ognuno di queste molecole, ben evidenzia all’interno della confezione, nel foglietto illustrativo del farmaco, possibilità di reazioni avverse come quelle riferite, anche a carico del fegato.

    A suffragare la possibilità che qualsiasi FANS possa manifestare un danno epatico, un recente studio indipendente di G. Traversa, C. Bianchi, R, DaCas, I. Abraha, F. Menniti-Ippolito e M. Venegoni) eseguito per contodell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e pubblicato dal British Medical Journal, secondo il quale, tale rischio, pur essendo molto raro, non si può escluderlo, ma, al contempo, non esiste nessuna differenza fra l’uso di Fans diversi, pur se appartenenti alla stessa classe terapeutica cui fa parte la Nimesulide. Se a questo si aggiunge che nel 2003 la molecola è stata ristudiata dall’EMEA e che la stessa ha, di nuovo, confermato che il rapporto rischi/beneficio è a favore di quest’ultimo, purchè ci si attenga alle prescrizioni, alle indicazioni e alla posologia consigliata dal prescrittore, si evince la sicurezza del prodotto farmaceutico se usato con giudizio.

    Tuttavia, anche alla luce di tutto ciò, Helsinn Healthcare, è attiva affinché si faccia piena luce sulla attendibilità del farmaco, avvertendo però, che come con ogni molecola di sintesi, la prescrizione e la conformità della Nimesulide dovrà avvenire in conformità con quanto previsto dalla scheda tecnica del farmaco stesso.

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