Nevrosi: tipologie, sintomi e cure

Le nevrosi sono malattie mentali che implicano una sofferenza da parte del paziente che ne è affetto perchè perfettamente cosciente del suo stato. La persona nevrotica infatti è desiderosa di guarire dall'ansia, dalle fobie, dalle ossessioni o dall'isterismo di cui soffre.

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    Nevrosi: tipologie, sintomi e cure

    Oggi vi parliamo di nervosi, cercando di capire assieme alla dr.ssa Luana Buono, specialista in psicologia, come riconoscerne i sintomi e quali sono i trattamenti migliori in questi casi.

    Cosa si intende per nevrosi?

    La nevrosi è sostanzialmente un disturbo dell’adattamento, una modalità di relazione disturbata del soggetto con gli altri e l’ambiente che lo circonda.

    A differenza della psicosi, in cui la relazione con la realtà è gravemente compromessa o addirittura inesistente, nella nevrosi il rapporto con la realtà risulta essere disturbato, difficile da gestire ma, c’è ed esiste. Oggi, il termine nevrotico non è più utilizzato per indicare una categoria diagnostica, e non rientra in alcuni sistemi di classificazione delle malattie psichiatriche; infatti, il Manuale Statistico e Diagnostico dei disturbi mentali (DSM-IV), pubblicato nel 1994, ha ridimensionato questa categoria sostituendola con classi specifiche di malattie come disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbi somatoformi, ecc.

    I disturbi considerati in precedenza come nevrotici sono oggi definiti “reazioni acute allo stress” e “reazioni di adattamento”. La divisione in nevrosi e psicosi delle malattie mentali resta comunque ancora fortemente radicata nella cultura psichiatrica, tanto che è ancora presente sia nella letteratura medica sia nell’ICD-10 (International Classification of Disease, decima revisione).

    Quali sono i tipi di nevrosi?

    Il termine nevrosi comprende un ampio gruppo di disturbi psicologici:

    • Disturbo da ansia generalizzata: condizione stabile di ansia apparentemente immotivata e spropositata rispetto agli eventi che la provocano, che può protrarsi lungamente e può manifestarsi con sintomi quali tremori e tachicardia.
    • Disturbo d’ansia di separazione: condizione tipica dell’infanzia (8-14 mesi) caratterizzata da un’irrazionale paura del bambino di allontanarsi da uno dei genitori. In molti casi questi, bambini tendono a sviluppare da adulti una paura morbosa degli spazi aperti (agorafobia).
    • Disturbo da attacchi di panico: caratterizzato da eccessi di ansia in forma acuta, accompagnati da sintomi fisici (tachicardia, affanno, tremore, nausea, ecc.).
    • Fobia: reazione d’intensa paura relativa a oggetti, animali o situazioni generalmente considerati fonti di non pericolo.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo: persistente intrusione di pensieri e azioni indesiderate la cui necessità è irresistibile e la cui ultimazione, spesso ritualizzata, comporta una momentanea riduzione dell’ansia.
    • Disturbo post-traumatico da stress: caratterizzato da frequenti ricordi “a flash” dell’esperienza traumatica, disturbi del sonno (insonnia e incubi), ansia, distacco emotivo dalle altre persone e perdita di interesse nei confronti delle attività quotidiane e lavorative.
    • Distimia: disturbo caratterizzato dalla presenza di sintomi dello spettro depressivo di moderata intensità; chi ne soffre è generalmente depresso per buona parte della giornata e per un lungo periodo di tempo, ma ciò non interferisce con le normali attività quotidiane.
    • Personalità multipla: disturbo molto raro in cui nella stessa persona coesistono due o più personalità; di norma una personalità non è consapevole di ciò che accade quando un’altra personalità è dominante, cosa che porta il paziente a sperimentare periodi di amnesia.

    Quali i sintomi?

    Le nevrosi possono presentare sintomi diversi. Generalmente si riscontrano ansia, sentimenti di inadeguatezza, iperemotività, sentimento costante d’insoddisfazione e avvilimento, preoccupazione eccessiva, depressione reattiva (ossia in risposta a un evento giudicato offensivo), fobie e comportamenti ossessivo-compulsivi.

    Il comportamento può risultare alterato, ma di solito rimane entro limiti socialmente accettabili. Lo squilibrio emotivo può portare a uno stato di continua apprensione, per cui le persone appaiono tese, irritabili, tendono a soffrire d’insonnia e reagiscono alle situazioni conflittuali in modo eccessivo.

    A livello neurovegetativo (relativo a funzioni involontarie del corpo gestite dal sistema nervoso) possono verificarsi disturbi del sonno, dell’appetito e delle funzioni viscerali. In alcuni casi, le nevrosi inducono manifestazioni psicosomatiche, tra cui astenia, accelerazione del polso, palpitazioni cardiache, sudorazione eccessiva, tremito, vertigini, emicrania, talvolta anche con nausea, vomito o diarrea.

    È possibile che si presentino disturbi percettivi con comparsa di percezioni illusorie (che non sono delle vere e proprie allucinazioni, ma piuttosto un vedere ciò che si vuol vedere). Durante un episodio di nevrosi, la persona non è più in grado di controllare i propri sentimenti, ma è dominato da questi.

    Ciò provoca una sofferenza significativa e un forte disagio. La nevrosi dunque è costituita da una serie di sintomi caratterizzati da uno stato di sofferenza psicologica dovuto a conflitti personali, contestuali o interpersonali.

    Come curare la nevrosi?

    Qualunque sia il disturbo, quando la persona da sola non è in grado di uscire dalla morsa nevrotica, la strada migliore è rivolgersi verso un aiuto qualificato, perché spesso la nevrosi deforma la capacità di giudizio sino talvolta a stravolgerla.

    Ci sono molti indirizzi terapeutici e altrettanti modi di applicare gli stessi da parte degli psicoterapeuti ma, l’importante è saper creare un “ponte” comunicativo fra paziente e terapeuta in quanto determinante è la capacità di stabilire una buona alleanza terapeutica. La psicoterapia, in quanto processo e percorso di elaborazione e consapevolizzazione di conflitti e disagi profondi, risulta senza dubbio una reale e concreta possibilità di “ridefinizione della situazione”.

    Essa aiuta il paziente a modificare, almeno parzialmente, le sue modalità di reazione. Alla psicoterapia si possono associare farmaci per ridurre i sintomi più invalidanti, tra cui gli ansiolitici (es. benzodiazepine), gli antidepressivi e gli ipnotici per l’insonnia. Il decorso delle nevrosi generalmente è favorevole, ma possono anche presentarsi quadri più complessi.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr.ssa Luana Buono

    Specialista in psicologia