Neonati: tanto stress e sofferenza nei reparti di neonatologia

Cosa c’è di più commovente di un fagottino di cucciolo di uomo nato prematuro e spesso urlante che si dibatte opponendosi con forza alle cure di medici ed infermieri accorsi al suo capezzale, incubatrice, per alimentarlo, curarlo, coccolarlo; insomma, in una parola; aiutarlo a vivere. Eppure tanto encomiabile impegno e ardore nelle cure da parte del personale di un reparto di neonatologia è stato messo oggi, in parte e benevolmente in discussione da uno studio americano.
Parrebbe infatti che i piccolissimi pazienti, alimentati con sondini, visitati e sottoposti ad iniezioni, applicazioni di elettrodi a vario titolo con una media, quando va bene, di sedici interventi al giorno soffrano e si stressino. A condurre l’inchiesta una delegazioni di medici ricercatori dell’ospedale di Parigi che ha pubblicato le conclusioni del lavoro scientifico sul Journal of the American Medical Association ( Jama ).
“Siamo in grado di salvare sempre piu’ bambini, anche quelli che nascono dopo sole 25 o 26 settimane di gravidanza”, spiega Boris Zernikow, che all’Universita’ Witten/Herdecke e’ titolare della prima cattedra al mondo di terapia del dolore infantile. Ma subito dopo aggiunge: “Dobbiamo chiederci che qualita’ di vita hanno questi prematuri e come possiamo migliorarla, durante e dopo il trattamento intensivo”.
Per rimediare a tutto ciò, specifica lo studio scientifico, occorrerebbero oppiacei, zucchero e contatto fisico con la mamma.
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Mar 15/07/2008 da Giuliano




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