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Necrosi: cos’è, sintomi e cura

Necrosi: cos’è, sintomi e cura
da in Malattie

    Pillole

    Cos’è la necrosi? Con il termine “necrosi”, ci si riferisce a una patologia generale e a quei processi collegati alla morte dei tessuti e delle cellule della cute. I sintomi di tale condizione sono diversi ed è di fondamentale importanza trovare la giusta cura, tempestivamente. La necrosi cutanea, generalmente, è dovuta a cancrena. Ma qual è la sintomatologia esatta legata alla necrosi? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento per poter giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la necrosi? Come anticipato prima, si tratta di una patologia generale caratterizzata da quei processi collegati alla morte dei tessuti e delle cellule della pelle. Solitamente, la necrosi cutanea è dovuta a cancrena e mette a nudo i tessuti sottostanti, che si presentano come purulenti e tumefatti. La necrosi comporta delle alterazioni del nucleo e del citoplasma cellulare. Nella maggior parte degli organi vitali – come il cervello e il cuore – un tessuto necrotico smette di essere funzionale e non viene sostituito; al contrario, la pelle e il tessuto osseo possono rigenerarsi.

    Esistono diversi tipi di necrosi che si differenziano tra di loro per via dell’aspetto morfologico e in base alle caratteristiche del tessuto necrotico:

    • Necrosi coagulativa, che si può presentare nei primi stadi dell’infarto del miocardio
    • Necrosi ischemica, che fa la sua comparsa durante l’evoluzione dell’infarto
    • Necrosi caseosa, che può presentarsi nei casi di tubercolosi
    • Necrosi gommosa, che può verificarsi in presenza di sifilide
    • Necrosi colliquativa, spesso presente per via di infezioni
    • Necrosi fibrinoide, causata da malattie come il lupus eritematoso sistemico e la periartrite nodosa
    • Necrosi ossea asettica, dovuta all’interruzione di circolazione sanguigna per via di traumi, pressione eccessiva, trattamenti con corticosteroidi e alcune malattie
    • Necrosi asettica dell’epifisi, che si manifesta – generalmente, in una sola anca – nei bambini di sesso maschile tra i 3 e i 12 anni di età
    • Necrosi ischemica delle epifisi dei corpi vertebrali, che si trasmette per via ereditaria
    • Necrosi ischemica del condilo omerale
    • Necrosi di Zenker, che si manifesta in presenza di malattie infettive come la febbre tifoide o l’epatite che può essere di diversi tipi
    • Necrosi corneale progressiva, dovuta spesso ad infezioni virali da pneumococco

    Dunque, le cause che possono portare alla comparsa di necrosi sono diverse: questa potrà essere, quindi, provocata da tossine batteriche, agenti chimici, agenti fisici – come radiazioni, ad esempio – virus, insufficiente irrorazione ematica e molto altro ancora.

    Quali sono i sintomi della necrosi? Questi possono differenziarsi a seconda della forma che ha colpito il paziente, sebbene siano molto simili tra loro.

    Nel caso di necrosi ischemica o coagulativa, caseosa, gommosa, colliquativa, fibrinoide, ossea asettica, asettica dell’epifisi, schemica delle epifisi dei corpi vertebrali, ischemica del condilo omerale e corneale progressiva possono presentarsi:

    • Arresto della circolazione sanguigna
    • Materia bianca o grigiastra e granulosa
    • Formazione di pus
    • Articolazioni deformate
    • Dolori
    • Pelle pallida e nerastra
    • Andatura claudicante
    • Dorsalgia
    • Curvatura spinale
    • Infiammazioni
    • Lesioni discoidi
    • Cheratite
    • Ascessi posteriori delle cornee

    Ad ogni modo, la sintomatologia dipenderà dalla forma di necrosi presente.

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, sarà necessario contattare immediatamente il medico che – tramite una serie di analisi ed esamistabilirà la diagnosi e, dunque, la terapia adatta al caso specifico. Oltre alla classica visita medica, allo studio dei sintomi e alle analisi del sangue, potrebbe essere necessario effettuare dei test specifici di approfondimento: ad esempio prelievo bioptico, risonanza magnetica, radiografia o scintigrafia ossea. Per quanto riguarda il tessuto necrotico, questo potrebbe essere visibile precocemente solo al microscopio e, solo successivamente, ad occhio nudo.

    Quali sono i rimedi contro la necrosi? Ovviamente, la cura dipenderà dalla causa scatenante e dalla tempestività di intervento: è, quindi, importante fare della prevenzione e comprendere le cause che hanno determinato la morte del tessuto, così come il tipo di malattia che può essere in corso. A seconda del tipo di necrosi e del tessuto necrotico interessato, potrebbe essere necessario assumere farmaci, effettuare un’osteotomia, inserire protesi articolari, riposare – a volte, completamente, a letto – applicare ingessature, amputare la parte colpita – nei casi più gravi – e altro ancora.

    Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori: sono da considerare, infatti, le cause che hanno condotto alla morte del tessuto, la velocità nell’intraprendere la corretta cura, la gravità della condizione e la tipologia di necrosi presente, oltre che l’età e lo stato di salute generale del paziente. Generalmente, quando è presente necrosi la condizione è già abbastanza grave, per cui occorre agire il prima possibile per evitare conseguenze come l’amputazione della parte colpita e la morte.

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