Narcolessia: cause, test e terapia

Narcolessia: cause, test e terapia

La narcolessia è un disturbo caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna

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    La narcolessia è un disturbo che si caratterizza per un’eccessiva sonnolenza diurna. Non si sono scoperte delle cause precise di questa ipersonnia, in ogni caso si sospetta che la malattia possa essere ereditaria. I sintomi sono molto evidenti, perché, oltre alla sonnolenza, si riscontrano la cataplessia (perdita del tono muscolare in seguito ad emozioni intense), allucinazioni uditive e visive, paragonabili ad un sogno ad occhi aperti, paralisi del sonno. Per individuare il problema ci sono dei test specifici, che possono condurre ad una diagnosi vera e propria. Non vi è una terapia specifica per la malattia, anche se vengono impiegati alcuni farmaci.

    Le cause

    Le cause della narcolessia rimangono sconosciute. Si ritiene che il tutto sia determinato dall’incapacità del cervello di regolare bene i cicli del sonno e della veglia. La ricerca scientifica nel suo progredire ha rintracciato dei geni che potrebbero essere associati alla malattia. Secondo gli esperti, la narcolessia sarebbe causata da vari fattori, i quali interagiscono fra di loro e provocano delle disfunzioni di carattere neurologico.

    Si sospetta che il problema sia da rapportare ad un difetto biochimico del sistema nervoso centrale e che la malattia possa essere una caratteristica ereditaria. A volte il tutto può comparire dopo che si verifica una lesione cerebrale o nell’ambito di patologie che interessano il sistema nervoso.

    I test

    I test per la narcolessia sono diversi e tutti insieme consentono di giungere ad una diagnosi esatta. Alcuni test possono includere l’elettrocardiogramma, l’elettroencefalogramma, il monitoraggio della respirazione, lo studio del sonno svolto attraverso l’uso del polisonnogramma. E’ importante ricorrere anche al test della latenza della veglia.

    Si tratta di una prova che misura quanto tempo ci vuole per addormentarsi. In genere i soggetti affetti da narcolessia si addormentano più rapidamente.

    Per differenziare la diagnosi tra narcolessia e sonnolenza di carattere semplice, si deve verificare se, subito dopo l’addormentamento, si entra nella fase REM. Il medico inoltre dovrà prendere in considerazione una serie di sintomi. Deve verificare se il soggetto soffre di insonnia o se presenta altri disturbi del sonno, deve accertarsi dell’eventualità di soffrire della sindrome delle gambe senza riposo; anche gli aumenti di peso possono essere significativi.

    La terapia

    Una terapia per la narcolessia specifica non esiste. Più che altro si porta avanti un trattamento a base di alcuni farmaci in particolare, per cercare di controllare i sintomi del disturbo. I medicinali impiegati sono il modafinil, che è uno stimolante che aiuta a rimanere svegli, le dextroanphetamine e il metilfenidato. Questi due ultimi possono ridurre gli altri sintomi connessi all’eccessiva sonnolenza.

    E’ importante portare avanti degli accorgimenti che possono aiutare. Ad esempio, sarebbe opportuno consumare frutta e verdura ed evitare pasti che possano appesantire. Può aiutare un breve pisolino dopo i pasti, per ridurre il numero di improvvisi attacchi di sonno. E’ bene, inoltre, che le persone che ci circondano, a scuola o al lavoro, siano informati della malattia.

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