Mutilazioni genitali femminili: una pratica tutt’altro che abbandonata

Addirittura in Occidente il fenomeno è tanto sommerso che pochi sanno come nella sola Italia è passato inosservato il numero di donne africane sottoposte a questa barbara pratica, 35 mila mutilazioni genitali femminili su 110 mila donne e bambine africane ed il numero è pure destinato a salire ancora

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    donne africane

    Una pratica tribale e arcaica, oltre che profondamente umiliante per chi la subisce e che denuncia lo stato di sottomissione, arretratezza sociale e culturale vissuto ancora oggi dalla donna in alcuni Paesi del mondo, come avviene in Africa, dove le mutilazioni genitali femminili sono una pratica osservata otto volte su dieci, ma non si sottraggono neanche Paesi cosiddetti civilizzati, l’Occidente, nello specifico, dal mettere in atto certe assurde metodiche , per’altro spesso molto pericolose per la stessa vita della “vittima” designata. Ovvio che se ciò accade anche in Europa non è certo perché a volerlo sono indigeni occidentali, quanto per soddisfare l’esigenza di quegli africani che risiedono nei nostri Paesi.

    Addirittura in Occidente il fenomeno è tanto sommerso che pochi sanno come nella sola Italia è passato inosservato il numero di donne africane sottoposte a questa barbara pratica, 35 mila mutilazioni genitali femminili su 110 mila donne e bambine africane ed il numero è pure destinato a salire ancora.

    Come è ovvio che sia dovrà farsi carico l’Occidente a trovare quelle soluzioni atte a cercare di fronteggiare e prevenire il diffuso fenomeno, tant’è che il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione il numero verde 800 300 558 . Il servizio viene gestito dalla direzione centrale anticrimine del dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno (e nasce dalla collaborazione tra ministero dell’Interno e il dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio), accoglie segnalazioni e notizie di reato realizzate sul territorio italiano e fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità di immigrati provenienti dai Paesi dove sono effettuate tali pratiche.

    Gli orari in cui è possibile ottenere assistenza dagli operatori di tale numero, sono dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alla 20.00. Le telefonate saranno ricevute da personale specializzato del servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, avrà il compito di comunicare eventuali notizie di reato alle squadre mobili competenti.