Musicoterapia: il suo ruolo nelle sindromi dell’eta’ evolutiva

Musicoterapia: il suo ruolo nelle sindromi dell’eta’ evolutiva
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    angelman

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    Come i tanti linguaggi che sono conosciuti nel mondo, la musica, che a loro appartiene, serve per comunicare. Si mette insieme al linguaggio visivo, a quello della parola e a quello dei gesti, per trasmettere delle idee, dei sentimenti e delle emozioni. La musica e’ interpretata nella sua forma in maniera naturale, anche se non c’e’ stata alcuna educazione musicale prima dell’interpretazione, ed esistono dei parametri che indicano con buona precisione, a seconda del suono emesso, la reazione e il sentimento interpretato dall’ascoltatore medio.

    La musica per unire, per condividere ma anche per preparare a una azione: questo e’ il ruolo della musicoterapia, che serve a creare una propensione o uno stato d’animo. E laddove vi sono delle malattie o sindromi gravi, come quelle dell’eta’ evolutiva, la musicoterapia svolge una funzione molto importante.

    I bambini che soffrono di sindromi dell’eta’ evolutiva manifestano ciascuno a modo suo la malattia, non dando la possibilita’ di inserire delle regole o dei programmi definitivi per affrontare la malattia. Ed e’ proprio nel caso della Sindrome di Angelman che si nota come il movimento, il gesto, la voce, siano espresse con individualita’ assoluta, e restino incastrate nella persona.

    Il terapeuta musicologo altro non fa che cercare di entrare tra la sindrome e la societa’, l’altro, per fungere da elemento preparatorio e da elemento di unione: la Sindrome di Angelman si caratterizza per la ‘ipertonicità, ma riuscire a distinguere i piccoli segni che comunicano e’ cosa non facile per il musicoterapeuta, che deve quotidianamente sfidare la malattia e comunicare con il bambino malato.

    In questo modo il musicoterapeuta riesce a catturare il bambino, a farsi notare da lui, e a farsi sentire, in questo modo, se il bambino e’ attento, riesce anche ad esprimersi meglio. Scientificamente accade che si applichi la tecnica della Risonanza Corporea, lavorando passo passo, genitore, bambino e musicoterapeuta, per interagire con il malato e interpretare i suoi segni di comunicazione che escono dal blocco della tensione.

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