Musicisti: abili nel coordinare i due emisferi cerebrali

Musicisti: abili nel coordinare i due emisferi cerebrali

Il cervello dei musicisti funziona davvero in modo diverso rispetto al cervello di una persona che non suona nessuno strumento musicale: l'attivota' del suonare richiede infatti l'abilita' di coordinare il cervello usando entrambi gli emisferi e seguendo le indicazioni, delle due diverse parti del cervello, coordinatamente

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    Quando si parla di musicisti si parla di persone che hanno una vita diversa dagli altri, non diversa solo per una passione prorompente che riempie tutti i momenti della giornata, ma anche per un modo di sentire le emozioni, di pensare e di leggere tra le pieghe del presente.

    Ora si puo’ davvero affermare che i musicisti hanno anche un cervello diverso, non solo una predisposizione all’armonia e alle note, ma proprio una diversa funzionalita’. I ricercatori della Vanderbilt University hanno scoperto che il cervello del musicista funziona in modo completamente diverso dal cervello di un altro individuo.

    Dunque: se da una parte la musica influenza il cervello e dall’altra il cervello del musicista e’ di per se’ differente da quello delle altre persone, si capisce come mai il musicista, una volta adulto, si distingue in tutto e per tutto dalle altre persone.

    I musicisti hanno dei punti di vista diversi da cui guardano la realta’, sono delle persone molto creative che usano nel pensare entrambi gli emisferi del cervello, a differenza di come fanno invece le altre persone, applicano cioe’ il classico pensiero divergente.

    Il pensiero del musicista e’ molto piu’ che artistico e creativo, la forza di un cervello alternativo sta nel saper sorprendere e nel non essere ripetitivo, la conferma e’ arrivata dall’osservazione su una ventina di studenti universitari musicisti e una ventina di studenti psicologi, nella Vanderbilt School.

    Non e’ ancora specificato se l’attivita’ cerebrale del musicista sia innata o sviluppata, ma e’ certo che i due emisferi servono per fare parecchie azioni contemporaneamente: leggere e interpretare note e tempi, suonare lo strumento in maniera corrispondente alle indicazioni sul testo, muovere le mani e/o i piedi secondo quanto lo strumento richiede e i musicisti sono in grado di elaborare le informazioni che provengono da entrambi gli emisferi contemporaneamente.

    Fonte: Corriere della Sera

    Foto da www.santoripianoforti.com

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