Multa alla Barilla che “scherza” con la salute!

Multa alla Barilla che “scherza” con la salute!
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    Alixir Barilla

    Con la salute non si scherza e non devono burlarsi di essa neanche i grandi gruppi alimentari, pur se seri, affidabili e contrassegnati da un’antica tradizione come la Barilla che s’è vista comminare dall’Autorità Garante una multa di 200 mila euro, sulla base di una segnalazione ad opera dell’Unione Nazionale Consumatori, per pratica commerciale scorretta.

    Il tutto risale ad una pubblicità che la nota azienda aveva affidato alle pagine del settimanale Panorama e che recitava più o meno così: “Cibo sapiens – Barrette e cracker come Alixir di lunga vita”. Lo stesso messaggio campeggiava sulle confezioni di questo alimento dove si sottolineava a chiare lettere le caratteristiche terapeutiche e salutistiche del prodotto, continuate in una campagna pubblicitaria della durata di quasi un anno.

    La stessa pubblicità ha utilizzato anche altri media, radio e quotidiani ma anche cartellonistica e depliant diffusi nei supermercati, quest’ultimi hanno anche attirato l’attenzione dei NAS dei Carabinieri allarmati dal messaggio che si tendeva a far passare, ovvero che Alixir deteneva il segreto per vivere meglio, in perfetta antitesi con quanto previsto, secondo i NAS, dal regolamento CE che indica come le proprietà nutrizionali di un alimento e la salute non possono essere messi in relazione, sbandierandone a tutto campo le virtù con la pubblicità il legame, se a questo non si preceda con un’attenta e doviziosa ricerca scientifica che avvalori tale tesi ostentata.


    Il risultato è stato che dopo la segnalazione del 12 maggio di quest’anno da parte dell’Unione Nazionale Consumatori, l’Autorità Garante ha accolto l’istanza dell’importante Associazione ritenendo fondata l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario che, oltretutto, sempre secondo l’Autorità, indurrebbe il consumatore in errore in particolare la confusione sarebbe generata dalle diciture in latino quali “Iuvenis” ed “Immunitas” che ingenerebbero confusione circa “la reale natura dell’elemento caratterizzante della funzionalità dei prodotti segnalati, ove lascia intendere che si tratti di una sostanza esistente in natura avente le dichiarate proprietà benefiche sullo stato di salute, mentre trattasi di un mix o combinazione di sostanze di diverso tipo, come appare dalla composizione degli ingredienti”.

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