Mucca pazza: nessun rischio secondo il Ministero

Mucca pazza: nessun rischio secondo il Ministero

Dopo il caso della donna livornese in fin di vita perchè vittima del morbo della mucca pazza, torna la paura: ma il Ministero della Salute tranquillizza tutti, il contagio risale ad alcuni anni fa e i controlli sono continui

da in Alimentazione, Infezioni, Malattie, Ministero della Salute, Primo Piano, mucca-pazza
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    Ministero esclude nuovo rischio mucca pazza

    È una donna di Livorno di 42 anni il secondo caso italiano di sindrome di Creutzfeldt-Jacob variante, la malattia causata dal morbo della mucca pazza. Ricoverata all’hospice per le cure palliative di Livorno dopo il trasferimento dall’istituto neurologico Carlo Besta di Milano, è in coma e nella fase terminale della malattia.

    LA MALATTIA. Così lo spettro della mucca pazza torna a spaventare gli Italiani. Il morbo, noto anche come BSE, cioè encefalopatia spongiforme bovina, è causato da prioni (particelle di proteine infette), che lesionano il cervello bovino. È l’assunzione di carne infetta da BSE a determinare la malattia di Creutzfeldt-Jakob variante nell’uomo.

    IL CASO LIVORNESE. Il caso livornese era stato diagnosticato a ottobre 2009 e già in quell’occasione il Ministero della Salute, in una nota aveva tranquillizzato i cittadini: “si ritiene legato ad un’infezione occorsa prima dell’introduzione del divieto di utilizzo delle farine di carne per l’alimentazione dei bovini (dicembre 2000)”. Si è dimostrato, infatti, che la mucca pazza colpisce bovini nutriti con farine animali. Anche Fabrizio Tagliavini, il neurologo del Besta che ha diagnosticato la malattia alla donna, conferma con certezza che il contagio risale al passato: “L’esposizione dovrebbe essere avvenuta nella seconda metà degli anni ’90, presumibilmente intorno al 1997-98”. La malattia, infatti, ha un’incubazione (cioè il periodo che va dall’infezione alla comparsa dei sintomi) anche lunga alcuni anni.

    RASSICURAZIONI. Quindi la psicosi del morbo che sta rapidamente tornando è infondata e possiamo stare tranquilli? Le associazioni dei consumatori hanno chiesto al Ministro Fazio di fare chiarezza sul numero di casi effettivi riscontrati in Italia, sui controlli e i sequestri di carne sospetta.

    “Dal 2000 abbiamo effettuato controlli su tutti i bovini del Paese. Nel 2009 abbiamo riscontrato due capi infetti, evidentemente di oltre 10 anni di età. Ma sono animali che non arrivano alla filiera alimentare. Quindi escludiamo che ci possano essere altri casi attualmente” ha detto Fazio all’Adnkronos Salute.

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