Morbo di Alzheimer: possibile ruolo protettivo dei Fans

Morbo di Alzheimer: possibile ruolo protettivo dei Fans

Il gruppo di pazienti sottoposti ad indagine era stato suddiviso in gruppi fra coloro che a causa di problematiche annesse al loro stato di salute erano stati costrretti ad assumere alti dosaggi di FANS per periodi prolungati fino a due anni in una dose giornaliera, sia pure suddivisa sino a 500 mg di FANS al giorno, rispetto ad altri che facevano uso di Fans per periodi meno prolungati e a dosaggi minori

da in Alzheimer, Farmaci, Malattie, Ricerca Medica
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    Possibile che i comunissimi Fans, ovvero, i farmaci antinfiammatori non steroidei, fra i quali annoveriamo anche i comuni prodotti che utilizziamo per stroncare un banalissimo mal di testa, possano addirittura prevenire il temibile Morbo di Alzheimer?

    A parere dei ricercatori la risposta è si! almeno a giudizio di un gruppo di scienziati che avrebbero studiato gli effetti che tali farmaci avevano determinato in una popolazione di pazienti di età intorno ai 75 anni e studiati per 12 anni con l’unico obbiettivo di indagare sull’eventuale insorgenza di demenza ascrivibile alla malattia di Alzheimer.

    Il gruppo di pazienti sottoposti ad indagine era stato suddiviso in gruppi fra coloro che a causa di problematiche annesse al loro stato di salute erano stati costrretti ad assumere alti dosaggi di FANS per periodi prolungati fino a due anni in una dose giornaliera, sia pure suddivisa sino a 500 mg di FANS al giorno, rispetto ad altri che facevano uso di Fans per periodi meno prolungati e a dosaggi minori.

    Dopo aver escluso eventuali altri pazienti che facevano un uso discontinuo di FANS nel corso degli anni di osservazione, i ricercatori hanno concluso che in effetti, a differenza di quanto si sosteneva un tempo, i FANS parrebbero detenere un effetto protettivo dell’individuo nei confronti della Malattia di Alzheimer; tuttavia si tratta di vedere ed in questo caso non siamo ancora, sulla base dei risultati scientifici ottenuti, di stabilirlo o meno con certezza, se tali effetti di questi farmaci si limitino a spostare la data di ingresso nella patologia o se si può addirittura stabilire che si riesca ad affrancarsi dalla patologia.

    L’ultima parola infatti spetta agli scienziati che mostrano cautela dalle conclusioni cui sono pervenuti, sostenendo che la relazione tra uso di FANS e patogenesi della demenza di Alzheimer richiede ulteriori approfondimenti. ( Xagena2009 )

    Breitner JC et al, Neurology 2009;72: 1899-1905

    Neuro2009 Farma2009

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