Morbillo, morto uomo di 42 anni: è il quarto decesso nel 2017

Aumentano i casi di morbillo in Italia, in quella che sembra essere un’epidemia inarrestabile. Qualche ora fa è arrivata la tragica notizia della morte di un uomo di 42 anni, non vaccinato ed immunodepresso. Il paziente, residente a Catania, aveva contratto la malattia qualche settimana fa. Si tratta del quarto decesso per morbillo nel 2017.

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    Il morbillo miete un’altra vittima, la quarta in pochi mesi. Si tratta di un uomo di 42 anni, non vaccinato e immunodepresso, che è morto negli scorsi giorni per le complicazioni della malattia. Con questo nuovo caso, il drammatico bilancio delle vittime nel 2017 si alza a quattro. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin si scaglia contro coloro che si ostinano a non vaccinarsi.

    Quarto decesso per morbillo nel 2017

    La notizia arriva dalla Sicilia: un uomo di 42 anni, residente a Catania, è morto qualche giorno fa a causa di complicazioni derivanti dal morbillo. Il paziente era immunodepresso, e per questo motivo non poteva vaccinarsi. La malattia si è manifestata lo scorso 8 settembre, con febbre alta, e due giorni dopo è comparso l’esantema tipico del morbillo.

    Il decesso, avvenuto nella scorsa settimana, è stato notificato il 20 settembre dalla Asl di Catania, e giunge alla stampa grazie al bollettino settimanale del ministero della salute. È già stato confermato che il paziente è morto a causa del morbillo, mediante gli esami della PCR che sono risultati positivi.

    Al momento, si ipotizza che la malattia sia stata trasmessa in ambito familiare, ma non vi sono ancora conferme in merito a questo dettaglio.

    Gli altri casi di morbillo

    Ma non si tratta del primo caso di morte per morbillo, nel 2017. Qualche mese fa tre bambini sono deceduti a causa di questa malattia infettiva, facilmente prevenibile grazie ad un vaccino.

    Il 28 aprile è morta una bambina di 9 anni, affetta da una grave cromosomopatia. I suoi genitori avevano deciso di non vaccinarla, vista la complessa patologia genetica di cui era portatrice.

    Il 23 giugno un bambino di 6 anni è deceduto in ospedale a Monza, sempre per complicazioni sopraggiunte a causa del morbillo. Il piccolo paziente soffriva di leucemia e il suo fratellino, che non era mai stato vaccinato, lo ha contagiato con la malattia infettiva.

    Infine il 28 giugno, la terza vittima: una bambina di appena 16 mesi, risultata positiva al morbillo. Era stata ricoverata in terapia intensiva per due settimane, prima del decesso, a causa di una febbre persistente.

    Nella maggior parte dei casi, le vittime del morbillo sono persone che non possono essere vaccinate, a causa di controindicazioni quali patologie che rendono immunodepressi o per la tenera età.

    Ecco perché la profilassi è importante: grazie all’immunità di gregge, il virus trova molta più difficoltà a diffondersi e si proteggono anche le persone che non hanno potuto ricevere la vaccinazione.

    I casi di morbillo in Italia

    Crescono in maniera allarmante i casi di morbillo nel nostro paese. Nel 2017 siamo già a 4.575 casi e 4 decessi – nel 2016, in totale, sono state 800 le persone che si sono ammalate. E ciò che preoccupa maggiormente sono i dati, estrapolati dal bollettino settimanale emesso dal ministero della salute.

    Tra tutti coloro che si sono ammalati, l’88% non era vaccinato e il 6% aveva ricevuto una sola dose, non sufficiente all’immunizzazione. Degli oltre 4.500 pazienti, il 44% è stato ricoverato in ospedale, nel 35% dei casi con almeno una complicazione. Il 22% dei malati è passato dal pronto soccorso.

    La tendenza non si inverte tra gli operatori sanitari: sono ben 300 i casi che hanno colpito proprio coloro che dovrebbero proteggersi maggiormente. Tra questi, ricordiamo l’ostetrica di Senigallia, che si è ammalata un mese fa.

    Il 90% dei casi proviene da sole sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Molto bassa l’età media dei pazienti: appena 27 anni. L’incidenza maggiore è stata segnalata nei ragazzi con più di 15 anni e, soprattutto, nei bambini sotto l’anno di età.

    Ora, con l’arrivo della stagione fredda e la riapertura delle scuole, gli epidemiologi temono un nuovo picco. L’ultimo si è verificato a marzo, con 890 casi, e nel corso dell’estate la diffusione della malattia è calata.

    Il vaccino contro il morbillo

    Per prevenire il morbillo esiste un vaccino, che viene normalmente praticato nei primi mesi di vita. Con la nuova legge sull’obbligo vaccinale, anche questo è stato inserito tra quelli necessari per poter accedere al servizio scolastico.

    Il ministro della salute Beatrice Lorenzin spiega, proprio a proposito della profilassi per il morbillo: “È incredibile commentare ancora queste notizie di morti di morbillo in seguito alla scelta di non vaccinarsi. Siamo al quarto decesso dell’anno, nel giorno in cui è arrivata la sentenza positiva del Consiglio di Stato. È evidente che le due notizia sono strettamente correlate”.

    Anche il dottor Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Catania, interviene sulla questione: “È un classico caso di malattia prevedibile, che colpisce un soggetto ‘fragile’, proprio il cluster che più di altri beneficerebbe della vaccinazione, semplicemente seguendo protocolli da tempo validati basati forti evidenze scientifiche”.