Morbillo: ma è davvero sconfitto?

Morbillo: ma è davvero sconfitto?

Si riteneva quasi o del tutto scomparso il Morbillo, ma così purtroppo ancora non è per il semplice motivo che il vaccino, non obbligatorio ma gratuito in Italia, previsto da un ventennio, ancora non attecchisce al meglio

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    Morbillo

    Chi oggi ha, più o meno, una ventina d’anni, potrebbe appartenere alla schiera di persone che per prime si vaccinarono da bambini contro il morbillo, la classica malattia esantematica cui hanno fatto i conti gli appartenenti alle generazioni precedenti. Che il morbillo grazie alla vaccinazione fosse quasi del tutto sradicato dalla letteratura medica lo dimostra l’indagine condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che s’era posta come obiettivo quella di considerare la malattia esantematica in questione alla stregua del vaiolo, ovvero, scomparsa dalla faccia della terra.

    Ma le cose stanno davvero così? Purtroppo sembrerebbe proprio di no, lo dimostrerebbe uno studio scientifico apparso sulla rivista “ The Lancet “ che lancerebbe il grido di allarme; fra il 2006 ed il 2007 i casi di morbillo sono sensibilmente aumentati.Infatti dai recenti studi effettuati sarebbe emerso che si sono verificati ben 12.132 casi di cui sette mortali; un numero di casi verificatisi l’ 85% nei soli cinque Paesi europei, Italia inclusa, dove si fa riferimento a 595 episodi di morbillo nel 2006 e 420 nell’anno successivo.

    «Si tratta comunque di un notevole miglioramento rispetto agli anni passati – assicura la dottoressa Marta Luisa Ciofi degli Atti, coautrice della ricerca per l’Istituto Superiore di Sanità e attualmente medico di direzione sanitaria all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù – basti pensare che nel 2002/2003 si è verificata un’epidemia con più di 100mila casi». Epidemia alla quale l’Italia ha risposto prontamente: «Venne subito approvato un piano nazionale dal Ministero della Salute e dalle Regioni, in colaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità – prosegue la dottoressa – che mirava da un lato ad ampliare la campagna di vaccinazione per morbillo, rosolia e parotite, dall’altro alla formazione degli operatori e al monitoraggio dei casi».

    Si tratta solo di capire perché, nonostante tutto, si continua ad ammalarsi di morbillo nonostante il vaccino ed il problema sta proprio qui, nel vaccino, che ancora, stranamente, non ha una diffusione capillare come dovrebbe, vuoi per paura da parte di alcuni genitori, vuoi per eccesso di precauzione da parte di alcuni medici ma una cosa è certa, la vaccinazione non si fa di certo a tappeto in tutti gli strati della popolazione.

    «I casi si sono verificati tra persone non vaccinate – precisa la dottoressa – e se per i bambini entro i due anni si è registrata nel 2007 una copertura del 90%, così non è per i ragazzi più grandi: basti pensare che a metà degli anni 90 la percentuale era ferma al 57%». Il vaccino non è obbligatorio, ma essendo gratuito su tutto il territorio nazionale, è ormai di routine sui nuovi nati.

    E se la copertura dei bambini, pur essendo insufficiente – «bisognerebbe arrivare al 95%» – non desta particolare preoccupazione, rimane molto da lavorare sul “recupero” degli adulti e delle fasce di popolazione più disagiate come rom ed immigrati, «che a volte non hanno nemmeno accesso ad un’adeguata assistenza sanitaria».

    Non mancano nel Vecchio Continente le “isole” felici; «Basti vedere la Finlandia – afferma Ciofi degli Atti – che non ha registrato alcun caso: anche i Finlandesi viaggiano, così come ci sono stranieri che arrivano in Finlandia, ma ovviamente la malattia non si propaga se tutti sono vaccinati».

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