Morbillo: che fare quando si ammala il vostro bambino

Morbillo: che fare quando si ammala il vostro bambino

Il morbillo e' una malattia tipica dell'ovest europa, si stima che entro i prossimi 20 anni si possa arrivare a coprire con il vaccino il 95% della popolazione totale

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    Morbillo

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    Il morbillo e’ una malattia infettiva virale molto contagiosa
    , che raramente puo’ avere delle conseguenze gravi, talvolta puo’ pero’ essere pericolosa; il morbillo da’ una immunita’ permanente, non e’ possibile ammalarsi di morbillo dopo aver avuto una prima malattia o dopo aver assimilato il vaccino. I bambini tendono ad ammalarsi di morbillo dopo i 6 mesi di vita, se la madre ne possiede gli anticorpi: in genere accade che i bambini si ammalino con il contatto diretto, all’asilo, dal pediatra, a scuola.

    Ammalarsi di morbillo e’ facile: basta giocare insieme, parlare e toccarsi anche per pochi secondi e il contagio avviene; l’infezione ha 3/5 giorni in cui non si manifesta con chiarezza, ed e’ in quei giorni di mimetizzazione che i bambini si incontrano e si ammalano. In seguito l’eruzione cutanea tipica del morbillo rende manifesta la malattia.

    L’incubazione totale del virus e’ di 10 giorni, sommando il tempo dal contagio all’inizio della malattia, che si presenta con i tipici sintomi di febbricola, malessere, male agli occhi, raffreddore, esantema; a dare il sospetto del morbillo prima dell’esantema sono le macchie bianche all’interno delle guance associate con i vari disturbi e con il rossore alla pelle del viso.

    Dopo il 2° giorno la febbre si alza e le macchie si spargono su tutto il corpo: dopo aver invaso tutto il corpo lentamente il rossore sparisce, dalla testa ai piedi, e spariscono anche gli altri sintomi, eccetto la tosse che puo’ durare qualche giorno in piu’.

    Il morbillo e’ una malattia tipica dell’Europa dell’ovest, stando alle statistiche, anche se e’ diffusa la pratica del vaccino, che si stima debba arrivare nei prossimi anni a coprire il 95% della popolazione europea totale.

    Una parte della popolazione europea negli ultimi anni si e’ fregiata della medaglia d’oro in fatto di contagio di morbillo.

    Si tratta di Svizzeri, Tedeschi, Austriaci, Nomadi norvegesi e inglesi, Rom italiani, Ebrei ortodossi: in comune il fatto di non essersi mai sottoposti al vaccino per il morbillo. In alcuni di questi casi si sono registrati, nel 2007, episodi di complicazioni, che consistono nello sviluppo, verso gli ultimi giorni della malattia, di otite, bronchite, nei casi piu’ gravi encefalite.

    Non esistendo una cura specifica per il morbillo si consiglia di curare i singoli disturbi e le singole malattie correlate, mentre nei casi piu’ gravi e’ bene seguire le prescrizioni mediche, farsi consigliare dal pediatra, e se necessario, ricorrere alle cure ospedaliere, fermo restando che la via migliore per non rischiare le complicazioni e’ quella del vaccino.

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