Montagna-terapia: salute mentale sulle cime

Montagna-terapia: salute mentale sulle cime

La montagnaterapia consiste nello studio di un percorso medico che aiuta i malati psichici nel percorso che va dalla malattia alla riabilitazione e guarigione, attraverso delle attività da seguire over 1000 slm

da in Medicine non Convenzionali, Psichiatria, Psicologia
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    Ci sono esperienze che servono per la mente e che aprono nuove prospettive, interiori ma anche radicali, nelle persone malate di mente o con disturbi psichici: è sulla base di osservazioni di casi specifici fatte a partire dagli anni Novanta che l’associazione francese Moi-je di Mezières ha cominciato a descrivere una realtà affatto diversa in tema di follia e di malattia mentale.

    Un’idea, nata da un medico e un infermiere, che si sono presi la briga di verificare se, dopo sperimentazioni in montagna con i loro pazienti, c’era qualche risultato tangibile.

    Questa esperienza è stata positiva ed ha fatto breccia immediatamente anche sullo spirito italiano, dove è stata la Fondazione Emilia Bosis di Bergamo a sperimentare la riabilitazione over 1000 slm. E così dalle Alpi all’Himalaya si verifica che, il malato, camminando sulle cime, aprendosi all’immenso, dormendo fuori casa, sperimentando i suoi limiti, supera davvero la malattia.

    La cura si semplifica con la dizione “montagna-terapia” anche se è riduttivo pensare solo alla montagna come cura, fa notare il CAI che serve esperienza e formazione, non basta la montagna con le sue attività, serve lo studio della psiche, la professionalità e quanto fa da corollario, essere istruttore di montagna serve, per le azioni, ma bisogna anche raccogliere i feed-back.

    In Trentino di montagnaterapia si è parlato a Riva del Garda, in un Convegno ECM tenutosi dal 14 al 15 di novembre scorso. Organizzato dal Centro di Salute Mentale di Arco era aperto a tutti, ma con l’approfondimento per psicologi, psicoterapeuti, terapisti per la riabilitazione psichiatrica ed educatori.

    Intitolato “Sentieri di salute” in Trentino più che mai, il percorso descrive un modo di vivere la montagna utile al soggetto, per fare emergere una sicurezza e un bilancio interiore che si perdono nel male. A relazionare il CAI, SAT, Comune di Riva del Garda, le Sezioni CAI e SAT di Riva del Garda, il Forum dei Saperi della montagna che Aiuta, U.O. 5 di psichiatria – APSS di Trento, Commissione Centrale Medica del CAI. In montagna non è tutto oro, ci sono limiti e difficoltà, ma anche risorse e la montagnaterapia è arrivata ora al momento di decidere tra la marginalità e il ruolo: quali programmi, dove, come e perché, ma specialmente per chi sì e per chi no.

    Foto: Google – Jougo

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