Miele: ritirate confezioni trattate con veleni

Miele: ritirate confezioni trattate con veleni

Ed in effetti, eccezion fatta per “ Il Salvagente“,gli organi d’informazione sono stati in effetti nel silenzio più assoluto di fronte a questa ennesima minaccia alla salute, se si pensa che non si è fatta menzione neanche del ritiro da parte del Ministero della Salute di ben 11 mila confezioni che contenevano il propoli contaminato a Torino e 2 mila a Forlì

da in Alimentazione, Associazioni Consumatori, Malattie, Ministero della Salute, Primo Piano, miele
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    L’indagine è stata condotta dal settimanale “ Il Salvagente “ ed è destinata a scatenare polemiche e soprattutto sconcerto da parte del lettore di fronte alla notizia che alcune partite di miele, vendute in Italia, risulterebbero contaminate con pesticidi, ovvero, acaricidi, sostante vietate perché tossiche per l’uomo a causa di danni a livello nervoso che tale composto è capace di determinare.

    Inutile non pensare che le Associazioni dei Consumatori davanti a tale evidenza non abbiano fatto sentire forte la propria voce. La reazione del Codacons, ad esempio, è stata la più veemente, basterà citare la presa di posizione di Carlo Rienzi, presidente dell’Associazione, per rendersene conto; “Ennesimo scandalo alimentare in Italia, stavolta avvenuto nel silenzio più totale dei mass media- E’ necessario che siano resi pubblici non solo i nomi delle aziende coinvolte, ma anche quelli degli apicoltori che hanno utilizzato sostanze illegali”. Questo perché, prosegue Rienzi, “stiamo valutando la possibilità di avviare una class action in favore dei cittadini che hanno acquistato e consumato propoli contaminato, attraverso la quale chiedere il risarcimento per i rischi alla salute corsi relativamente al consumo di alimenti inquinati da pesticidi nocivi”.

    Ed in effetti, eccezion fatta per “ Il Salvagente”,gli organi d’informazione sono stati in effetti nel silenzio più assoluto di fronte a questa ennesima minaccia alla salute, se si pensa che non si è fatta menzione neanche del ritiro da parte del Ministero della Salute di ben 11 mila confezioni che contenevano il propoli contaminato a Torino e 2 mila a Forlì.

    Secondo Ernesto Corradetti, del laboratorio chimico dell’Arpam, l’Agenzia per l’ambiente delle Marche: “Analizzando per conto del corpo forestale diversi campioni di miele ci siamo resi conto che quasi tutti riportavano la presenza di due principi attivi di pesticidi, impiegati per combattere la Varroa, un pericoloso acaro delle api, non consentiti in apicoltura”. Se però nel miele le quantità rintracciate sono risultate nei limiti di rilevabilità, le analisi specifiche condotte sui prodotti dell’alveare, cera e propoli, hanno invece accertato livelli di concentrazione abbondantemente superiori al consentito.

    Ma quali sono i veleni in questione? Si parla di due pesticidi, il chlorfenvinphos, che già da sette anni è stato vietato, così come è stato fatto anche nei confronti del coumaphos, il cui utilizzo in apicoltura è vietato.

    Tali sostanze vengono impiegate, oggi illegalmente, per contrastare l’azione di acari delle api, fermo il fatto che se ingerito dall’uomo provoca gravi problemi tossici a carico del sistema nervoso. Si tratta di capire perchè, nonostante i divieti, alcuni produttori dissennati continuano a immetterli nella filiera alimentare; il motivo è economico, secondo “ Il Salvagente “, a fronte dei 7 euro per proteggere ogni alveare, il produttore può spendere 50 centesimi di euro utilizzando le sostanze incriminate e al povero consumatore non resta che pagare e avvelenarsi!

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