Micropene o pene corto: cos’è, cause, rimedi e chirurgia

Il micropene o pene corto è una patologia che riguarda l’apparato genitale maschile e che riguarda le dimensioni e le misure dell’organo sessuale maschile. Questa condizione può determinare alcuni disturbi e compromettere la qualità della vita del soggetto colpito. Cos’è il micropene o pene corto, nel dettaglio? Cosa fare? Quali sono le cause, i rimedi e la chirurgia che lo riguarda? Scopriamo di più in merito.

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    Uomo pene corto

    Cos’è il micropene o pene corto? Quali sono le cause, i rimedi e la chirurgia che lo riguarda? Questa condizione riguarda l’organo sessuale maschile che – come suggerisce il suo nome – può essere di grandezza di molto inferiore rispetto alla norma. Il micropene è una patologia, che può influire sui rapporti sessuali per via delle dimensioni e delle misure del pene, ma anche determinare tutta una serie di problematiche che peggiorano la qualità della vita di chi ne è colpito. Cosa fare in caso di micropene? Quali sono le soluzioni? Qual è la cura? Scopriamo di più in merito a questa patologia dell’apparato genitale maschile.

    Cos’è

    Il micropene, micropenia o pene corto è una patologia che interessa l’organo sessuale maschile, il quale può essere di dimensioni di molto inferiori rispetto agli standard di normalità.

    In linea generale, negli individui colpiti da micropene, tutte le altre parti annesse al pene – ovvero, uretra, scroto, perineo e via dicendo – sono del tutto normali e non presentano delle anomalie.

    Naturalmente, tale condizione può influire in molti modi sulla qualità della vita del soggetto che ne è colpito e le cause che possono causarlo sono molteplici.

    I sintomi

    I sintomi del micropene sono abbastanza evidenti e riguardano, principalmente, le dimensioni dell’organo sessuale maschile: il pene, infatti, in caso di micropenia, ha delle dimensioni ben specifiche. È possibile, inoltre, che la sintomatologia sia più ampia e che insorgano alcune problematiche, come le seguenti:

    • Pene in erezione più corto di 7 centimetri, nell’uomo adulto;
    • Pene in erezione più corto di 1,5 centimetri, nel neonato;
    • Difficoltà di minzione;
    • Problemi durante i rapporti sessuali;
    • Infertilità;
    • Depressione.

    Il micropene può rendere difficoltosa la minzione, senza contare i problemi legati alla sfera sessuale e alla compromissione della fertilità: inutile, quindi, dire che si tratta di una condizione che può condurre il soggetto colpito ad uno stato di depressione.

    Quali sono le dimensioni e le misure in caso di micropene nell’adulto e nel bambino? È bene ricordare che, normalmente, durante un’erezione, la lunghezza media del pene di un uomo adulto raggiunge circa 12,5 centimetri o poco più; mentre, si parla di 2,7-4 centimetri per quanto riguarda i neonati.

    Le cause

    Le cause del micropene possono essere molteplici. Nella maggior parte dei casi, la micropenia è dovuta proprio ad una produzione insufficiente di testosterone, ovvero del principale ormone sessuale maschile: questo ricopre delle funzioni estremamente importanti, essendo il principale responsabile dello sviluppo e della maturazione dei genitali esterni, così come della crescita puberale, della comparsa dei peli, della spermatogenesi e simili.

    La carenza di testosterone può essere dovuta ad alcune malattie, come la disgenesia testicolare – caratterizzata dalla presenza di anomalie testicolari – difetti congeniti relativi alla mutazione del gene SRD5A2, la Sindrome di Morris – rara mutazione genetica ai danni del cromosoma sessuale X – ipogonadismo maschile congenito – caratterizzato da una diminuita funzionalità dei testicoli – ipopituitarismo congenito e deficienza di gonadotropine.

    In casi più rari, si parla di “micropene idiopatico”: si tratta di una condizione patologica nata, per l’appunto, senza motivi evidenti.

    Alcuni studi mostrano un’altra possibile causa: la presenza di variazioni del gene AHRR, come risposta all’esposizione alla diossina. Altre ricerche mostrerebbero, invece, una correlazione tra l’esposizione di donne incinte ad alcune sostanze chimiche – ad esempio, alcuni pesticidi – e la presenza di malformazioni genitali nel feto, tra cui proprio il micropene.

    In alcuni potrebbe, inoltre, essere l’eccessiva presenza di grasso sovrapubico a nascondere l’organo genitale maschile.

    La diagnosi

    Alla comparsa della sintomatologia o dei segni caratteristici della patologia, è consigliabile contattare il proprio medico che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la diagnosi e la terapia più indicata.

    Oltre alla visita medica, alla misurazione della lunghezza del pene e all’anamnesi dei sintomi, potrebbero essere richiesti ulteriori test di approfondimento, così da poter individuare l’eventuale presenza di altre patologie.

    La cura

    Cosa fare in caso di micropene? Quali soluzioni esistono? La cura può essere di tipo farmacologico, in caso di presenza di malattie.

    Generalmente, si ricorre a farmaci ormonali: il trattamento consiste nella somministrazione di testosterone esogeno ma, in questi casi, per ottenere dei buoni risultati, occorrerebbe iniziare la terapia durante la prima infanzia.

    In linea generale, la terapia ormonale va sospesa ogni 3 mesi circa, ma sarà compito del medico stabilire sia la tipologia del trattamento che la durata e la dose.

    I rimedi

    Ci sono dei rimedi contro il micropene, sebbene non si sappia la reale efficacia di questi: si tratta di alcuni esercizi e massaggi da praticare per allungare il pene.

    Tra gli esercizi, ci sono quelli di Kegel e il Jelqing: il Jelqing è un’antica tecnica di origini arabe, che prevede una continua e costante stimolazione della parte interessata e ciò tramite lo stiramento; il Kegel, invece, permette il rafforzamento dei muscoli interni della zona del pube.

    Il Kegel è caratterizzato da contrazioni volontarie del pavimento pelvico, che possono essere eseguite in qualunque posizione. La tecnica base prevede, prima di tutto, lo svuotamento della vescica e l’individuazione del muscolo pubococcigeo, immaginando di urinare e interrompere il flusso, poggiando le dita nella zona tra i testicoli e l’ano: la contrazione naturale che si sentirà indicherà il muscolo su cui andare a lavorare. Una volta fatto ciò, si dovranno contrarre i muscoli per 5-10 secondi – come se si volesse trattenere l’urina – e rilasciare per altri 5-10 secondi. Ogni sessione andrà ripetuta 10 volte per circa tre volte, durante la giornata.

    La tecnica di massaggio Jelqing prevede di applicare una presa con pollice e indice alla base del pene parzialmente eretto – come a formare il segno dell’OK – e di spingere la presa in avanti verso il glande. Una volta fatto ciò, si dovrà ripetere lo stesso procedimento anche con l’altra mano. Ogni esercitazione dovrebbe durare circa tre secondi.

    È consigliabile chiedere sempre il parere del proprio medico, urologo o andrologo, prima di procedere con tali esercizi, sia per non sbagliare nell’identificazione del muscolo pubococcigeo – spesso scambiato con altri – che per escludere eventuali potenziali controindicazioni, che potrebbero variare da paziente a paziente.

    La chirurgia

    Ma resta la chirurgia la soluzione migliore per il micropene.

    L’intervento chirurgico è la cosiddetta “falloplastica di allungamento”, durante la quale viene prelevata una parte di tessuto cutaneo da un avambraccio del paziente da applicare attorno al pene come una specie di involucro cilindrico.

    Questo involucro sarà raggiunto dai vasi sanguigni, sarà innervato e vi si inserirà anche una protesi gonfiabile dotata di un canale interno per l’espulsione sia dell’urina che dello sperma.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori, come la tempestività di intervento, la causa scatenante e la gravità della condizione, oltre che dall’età e dallo stato di salute generale del paziente.