Meteropatia: anche il clima incide sulla nostra salute

Meteropatia: anche il clima incide sulla nostra salute

Un tempo il soggetto meteropatico era visto come uno scansafatiche o una persona capricciosa, adesso si vede bene che il clima, le condizioni climcatiche hanno eccome un ruolo sulla psiche dell'individuo anche sano

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    L’avvicinarsi di un temporale

    In passato sembrava l’ennesima fisima della persona capricciosa di turno, il cui umore cangiante come una cartina tornasole mal si adattava alla pioggia, ad esempio, ma anche alla stagione fredda in generale o calda a seconda delle caratteristiche del soggetto interessato al problema; oggi che la meteropatia sta divenendo argomento sempre più centrale dei testi di medicina e psicologia, ci si rende conto che gli stati d’animo degli individui possono eccome essere influenzati dal clima; vediamo perché.

    Secondo il professor Vincenzo Condemi, direttore del laboratorio Biometeolab del Centro di ricerca in bioclimatologia medica della Statale di Milano, la meteropatia è una vera e propria malattia e per di più, dalle diverse sfaccettature; lo studioso ne ha individuato almeno dieci. Si passa infatti dai temporali, al freddo, dallo Scirocco ai venti dell’Est, del Sud, dai climi secchi al fronte ciclonico, fino al vento del deserto ed ai colpi di calore.

    Si tratta di capire come la meteropatia colpisca i singoli individui; da questa osservazione si assiste a forme diverse a seconda della personalità e dello stato psicofisico della persona; ad esempio, si parla di meteropatia secondaria che riguarda soggetti anziani e bambini o persone affette da patologie che vanno da alcune di quelle di pertinenza cardiaca, alle ulcere gastriche, oppure persone che hanno subito infortuni con relativi traumi cranici o facciali, ma che possono anche riguardare pazienti in cura per malattie degenerative croniche, comprese le malattie autoimmuni; in questi soggetti i cambiamenti climatici improvvisi possono riacutizzare la patologia.

    Importante è tuttavia la meteropatia primaria, persino più di quella secondaria perché risente di fattori tangibili sulla persona sana e, dunque, è ancora in parte oscura l’origine di questa sindrome al punto che non si capisce molto bene come possa un cambiamento climatico improvviso determinare cambiamenti di umore, disturbi a vario titolo in soggetti neanche predisposti a soffrire di meteropatia ogni qualvolta, ad esempio, dove si viva si solleva un vento caldo e secco.

    Si sa però che un cambiamento improvviso delle condizioni climatiche generali innalzano la soglia dello stress, ne deriva che sia pure sane i soggetti che maggiormente vanno incontro a questi disturbi sono persone già pressati da forme di stress, alcune solo latenti; nel lavoro, negli affetti, all’interno del contesto sociale dove vivono e che dunque di fronte a variazioni climatiche improvvise vivono i cambiamenti con forme di disadattamento.

    Una cosa è certa; adesso che la meteropatia è entrata di diritto fra le patologie conosciute si cerca di curarla con procedimenti terapeutici diversi ma tutti di successo. Si va infatti dalle cure offerte dalla medicina classica, alle terapie omeopatiche, alla fitoterapia, fino alla psicologia clinica e non solo; il soggetto che sa di essere affetto da meteropatia deve anche prevenire i suoi disturbi una volta che sia messo a conoscenza dei cambiamenti climatici che di lì a poco avverranno nella zona geografica in cui viva.

    Che sintomi avverte il meteropatico

    Il corollario di sintomi del meteropatico sono molteplici in base allo stato clinico dell’individuo e della sua personalità, dunque in questi soggetti sovente assistiamo a forme di malessere ascritti a vere e proprie crisi d’ansia, con palpitazioni, tachicardia, sudorazione profusa, in altri soggetti invece può prendere il sopravvento l’apatia, forme simil depressive, il nervosismo e la stanchezza eccessiva. Nel caso di forme di meteropatia secondaria; la persona avverte il riacutizzarsi di quelle malattie di cui soffra o abbia sofferto associate spesso a manifestazioni dolorose a seconda del disturbo sofferto.

    Il trattamento delle meteropatie

    E’ ovvio che non esiste un trattamento unico che possa contrastare tutte le diverse forme di questo disturbo con effetti psicosomatici diversi sulla persona che ne soffra.

    Ma è importante, al di là delle cure che poi lo specialista andrà a compiere sul paziente, capire anche la forma di meteropatia di cui si soffra; ad esempio, chi vive il disagio dei climi che inducono a giornate invernali buie, come avviene agli abitanti del Nord Europa o che vivano nel nostro Paese in certe aree del Settentrione, spesso interessate da intere giornate coperte dalla nebbia, è ovvio che non può pensare di emigrare in altre zone con climi più dolci, ma al di là delle eventuali cure che è possibile prestare, bisogna provvedere creando l’ambiente migliore per queste persone e, dunque, intervenendo all’interno proprio dell’ambiente dove queste persone vivono e lavorano. Ad esempio si può ricorrere ad un tipo di arredamento, compresa la tinteggiatura delle pareti delle stanze, con colori luminosi che hanno un effetto positivo indotto sul malato.

    La cura della meteropatia, tuttavia, non può prescindere dalla considerazione che si dovrà avere a proposito delle eventuali malattie organiche di cui l’individuo già soffra, ad esempio, non si può pensare che un individuo con problemi respiratori in atto si rivolga a zone climatiche difficili per lui, come ad esempio la montagna in alta quota dove la rarefazioni dell’ossigeno atmosferico finirebbe per aggravare il proprio stato fisico.

    In linea di massima, sempre secondo il parere del professore Condemi, è possibile tratteggiare zone ideali a seconda del disturbo riscontrato; ad esempio, per chi soffra di ansia, compresi gli attacchi di panico, va meglio la pianura, così come dovrebbe essere considerato l’ambiente ideale per chi soffra di malattie psicosomatiche, quello boschivo. Lo stress causato da disagi lavorativi o familiare si può meglio contrastare in zone di bassa montagna, riservando alla media montagna la cura di soggetti depressi. Così, sempre in linea di massima, i grandi laghi sembrerebbero l’habitat ideale per le donne in menopausa ed il mare per i soggetti moderatamente depressi, visto che il mare da un forte impulso al sistema nervoso. Insomma, meteropatia o no, come si vede, per i soggetti che ne soffrano esistono le cure, purchè si rivolgano agli esperti che le trattano.
    Fonte foto:ADNKRONOS

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