Mestruazioni lunghe: sintomi, cause e rimedi

Mestruazioni lunghe: sintomi, cause e rimedi
da in Apparato genitale, Ciclo Mestruale, Ginecologia
Ultimo aggiornamento: Sabato 27/08/2016 07:07

    Mestruazioni

    Sintomi, cause e rimedi per le mestruazioni lunghe? Il ciclo lungo ed abbondante è un problema che può colpire alcune donne, ma c’è da preoccuparsi se si manifesta? Le cause possono essere diverse, così come i fattori da tenere in considerazione per poter fare una diagnosi appropriata e prescrivere una terapia che sia adeguata e che possa risolvere il problema. Vediamo, quindi, nel dettaglio quali sono i sintomi, le cause ed i rimedi per il ciclo mestruale lungo ed abbondante, di cui soffrono molte donne.

    I sintomi

    Le mestruazioni abbondanti e lunghe sono il primo sintomo che qualcosa non va: queste possono, infatti, lanciare un campanello di allarme per menorragia, ipermenorrea e metrorragia; tre anomalie che possono interessare il ciclo mestruale. Oltre ad un flusso lungo ed abbondante, le mestruazioni sono particolarmente dolorose e le donne che sono colpite possono accusare debolezza: a questo proposito, esistono delle tisane efficaci per alleviare i disturbi mestruali. In alcuni casi, il ciclo mestruale può durare anche oltre i 7 giorni. La diagnosi va fatta da un medico, in quanto distinguere metrorragia, ipermenorrea e menorragia non è semplice per via dei sintomi simili che accompagnano questi disturbi. I sintomi non vanno, in ogni caso, sottovalutati: un’emorragia prolungata può, infatti, causare anemia e, dunque, un’importante carenza di ferro, oltre che il peggioramento di eventuali patologie.

    Le cause

    Le cause delle mestruazioni lunghe sono, nei casi più semplici, da attribuire agli ormoni e ad un loro squilibrio, ma anche a stress, stanchezza o variazioni ambientali. In altri casi, può trattarsi di malattie della tiroide, dei reni o del fegato o di polipi o fibromi presenti all’interno dell’apparato genitale, così come di infezioni o malattie infiammatorie. Nei casi più gravi – ma meno frequenti – la causa potrebbe attribuirsi a tumori dell’utero, endometriosi, leucemia, ipertensione o disfunzioni di coagulazione sanguigna. Ad ogni modo, esistono anche altre cause che possono essere attribuite a tale fenomeno e che vanno prese in considerazione dal dottore. L’età della donna, poi, non è da sottovalutare: durante la pubertà, ad esempio, potrebbe essere normale un aumento del flusso e della sua durata. In ogni caso, è bene rivolgersi allo specialista che, dopo un’accurata diagnosi, saprà indicare la causa per poter risolvere e curare l’anomalia.

    I rimedi

    Per prima cosa, va effettuato un esame del sangue, un’ecografia e – quando necessario – un’isteroscopia ed una biopsia endometriale. La cura consiste, generalmente, in una terapia anticoncezionale: questo rimedio è indicato quando le cause del disturbo sono di tipo ormonale. Se il dottore lo riterrà opportuno, per via di un eccesso di estrogeni, potrebbero essere prescritti farmaci progestinici ed integratori di ferro, in caso di anemia. Nei casi più gravi, potrebbe verificarsi la necessità di rimuovere l’utero – perdendo la possibilità di avere figli – o di effettuare trasfusioni di sangue, se le perdite ematiche sono importanti. La diagnosi viene effettuata dal ginecologo tenendo in considerazione tutti i risultati degli esami e fattori quali l’età e la salute della paziente, oltre che la sua storia medica. Alcuni piccoli accorgimenti – quando non si tratta di patologie più serie – possono, in ogni caso, aiutare: va seguita un’alimentazione sana e ricca di vitamine, antiossidanti, acidi grassi e minerali, ad esempio, ma povera di zuccheri, alcol e grassi. Di fondamentale importanza, poi, è condurre una vita regolare e tranquilla, dove non devono mancare il relax, il riposo e l’attività fisica: a questo proposito, si potrebbe fare yoga o pilates. Durante il ciclo, è da provare anche l’aromaterapia: ottimi, infatti, i massaggi all’addome realizzati con olio essenziale di camomilla e salvia.

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