NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Mente: la musica di sottofondo riduce la produttività

Mente: la musica di sottofondo riduce la produttività

Un recente studio mette in evidenza che eseguire una performance intellettiva con una musica di sottofondo non aiuta a concentrarsi, facendo diminuire la produttività

da in Memoria, Mente, Primo Piano, Psicologia, Ricerca Medica
Ultimo aggiornamento:

    mente concentrazione

    La nostra mente non riesce a mantenere l’adeguata concentrazione se, durante un compito lavorativo o una performance intellettiva, si trova a dover a che fare una musica di sottofondo. È quanto hanno scoperto gli studiosi dell’University of Wales – Institute Cardiff. E il tutto non si risolve neppure se si tratta della nostra musica preferita.

    Diversi studi precedenti hanno messo in evidenza gli effetti terapeutici che la musica ha sul cervello, ma la ricerca in questione ha messo in discussione queste ipotesi, dimostrando come l’ascolto della musica possa essere non del tutto utile. Tutto è stato appurato per mezzo della somministrazione di un test di memoria ad un gruppo di volontari, che essi dovevano eseguire o in un ambiente silenzioso o durante l’ascolto di un sottofondo musicale, che poteva essere gradito o non particolarmente adatto alle loro preferenze. Infine hanno provato a rispondere alle domande con un sottofondo di suoni non musicali.

    In questo modo si è potuto riscontrare che i risultati dei test erano peggiori nel caso in cui i volontari si trovavano ad ascoltare tutti i generi di sottofondi previsti.

    Per questo gli esperti hanno messo in evidenza che, invece di evitare di perdere la concentrazione mentale mentre si lavora o si svolge un compito importante, sarebbe molto più utile ascoltare prima un po’ di musica, per poi lasciare campo libero all’esecuzione del compito.

    Eppure nell’esperienza comune c’è chi dichiara di trovarsi molto meglio a svolgere le proprie incombenze quotidiane, dedicandosi all’ascolto di una melodia, nonostante le affermazioni sostenute da questo studio.

    311

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN MemoriaMentePrimo PianoPsicologiaRicerca Medica
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI