Mente: la generosità è un istinto

Gli esperimenti dello psicologo Michael Tomasello mettono in evidenza che la generosità è un istinto

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    I bambini e il loro comportamento sono fonte di numerose scorte e intuizioni, che possono contribuire in maniera decisiva a chiarire meglio i meccanismi messi in atto dalla nostra mente. Molto interessanti sono a questo proposito le considerazioni alle quali è giunto lo psicologo Michael Tomasello sul comportamento generoso, che sarebbe un istinto.

    Da piccoli siamo molto disposti a collaborare anche in maniera spontanea, senza risentire dei condizionamenti che provengono dai genitori o dalla nostra cultura di appartenenza. Crescendo la generosità e l’altruismo diventano sempre più difficili da mettere in atto. Perché succede questo? Alcuni esperimenti ne hanno chiarito le motivazioni che ne stanno alla base. I bambini sono in grado di dimostrarsi propensi alla condivisione, senza mostrare interessi personali.

    Il tutto è stato dimostrato mettendo bambini tra 14 e 18 mesi di fronte alla situazione in cui dovevano scegliere di aiutare un adulto alle prese con un problema pratico da risolvere. Si è visto che 22 bambini su 24 si dimostravano pronti a fornire il loro aiuto. La loro era in sostanza una reazione istintiva dettata dal cervello che non aveva ancora assimilato le influenze esterne. Tomasello ha messo in evidenza che i più piccoli sono capaci di condividere informazioni e di simpatizzare in maniera naturale con chi si trova in difficoltà.

    Questo accade perché la generosità non è una costruzione. Fino all’età di due anni i bambini infatti sono capaci di mostrarsi cooperativi. I problemi subentrano con il trascorrere dell’età che porta anche ad un sostanziale cambiamento del comportamento in seguito all’acquisizione di elementi strutturati. Con il subentrare delle norme la mente cambia il suo modo di esplicarsi.

    Immagine tratta da: sordionline.com