Mente: il rapporto tra emozioni e geometria

Mente: il rapporto tra emozioni e geometria

Una ricerca americana dimostra che esiste una forte correlazione fra le abilità nel campo della geometria e quelle dimostrate nell’essere emotivamente coinvolti

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    Una delle peculiarità della nostra mente consiste nel fatto che non tutti proviamo le stesse emozioni in una determinata situazione. Ci sono individui che sembrerebbero essere particolarmente predisposti a provare emozioni forti e questi sarebbero proprio quelle persone che manifesterebbero maggiori capacità nel campo della geometria.

    La correlazione tra abilità geometriche ed emozioni è stata studiata e messa in luce da Valeria Drago e dai suoi colleghi dell’Università della Florida. In particolare gli studiosi si sono accorti che gli individui che riescono a tracciare meglio a mano libera il punto medio di un segmento sono emotivamente più coinvolti nell’ammirazione di dipinti.

    Gli studiosi si sono avvalsi della collaborazione di 17 volontari che hanno avuto il compito di individuare il punto centrale in una linea di 10 centimetri. In base ai risultati ottenuti i soggetti sono stati divisi in due gruppi: gli accurati e i maldestri.

    In una successiva fase dell’esperimento ai soggetti è stato chiesto di osservare 10 dipinti astratti e di esprimere riguardo a ciascuno di essi un proprio giudizio riguardo a specifiche caratteristiche come l’impatto evocativo, l’estetica, l’originalità, la tecnica e la chiusura.

    I soggetti che esprimevano un giudizio più coinvolto erano quelli che erano stati più bravi a suddividere il segmento.

    Tutto ciò si è verificato perché sia alla base delle capacità attentive che occorrono in campo geometrico sia alla base delle emozioni sta l’emisfero destro del nostro cervello. Le due capacità così apparentemente dissimili sono collegate dal fatto di essere controllate da un unico centro mentale.

    Immagine tratta da: poincare.dma.unifi.it

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