Meningoencefalite: sintomi, cause e rimedi

Meningoencefalite: sintomi, cause e rimedi
da in Infezioni, Meningite

    Mal di testa

    La meningoencefalite è una malattia grave, che ha sintomi caratteristici. Quali sono le cause e i rimedi per cercare di contrastarla? Quando si parla di meningoencefalite si intende una grave infiammazione dell’encefalo e delle meningi, che può interessare soprattutto la corteccia e da cui possono derivare delle complicanze ancor più importanti. Si distinguono, poi, diverse forme come la meningoencefalite luetica o paralisi progressiva, la meningoencefalite da protozoi e da funghi, la meningoencefalite da zecche e la meningoencefalite tubercolare o micotica. Ma qual è la sintomatologia di questa patologia? Quali le cause e il trattamento da seguire per poter guarire da questa infiammazione? Scopriamo di più in merito.


    I sintomi della meningoencefalite sono, sostanzialmente, simili a quelli della meningite – è importante conoscere come si trasmette - e dell’encefalite e possono variare da caso a caso e da persona a persona, in base alla gravità dell’infiammazione. Tendenzialmente, la sintomatologia include torcicollo, mal di testa, rigidità nucale, cefalea, febbre alta, convulsioni, confusione, difficoltà di visione e di parola, alterazioni neurologiche e letargia. La meningoencefalite da zecche attacca, invece, il sistema nervoso centrale e può essere asintomatica: in altri casi, invece, si manifestano – dopo circa 3-28 giorni dal morso di zecca – febbre alta, mal di gola, stanchezza, mal di testa, dolori ai muscoli e alle articolazioni e, in casi più gravi, disturbi del sistema nervoso centrale, come paralisi flaccida, encefalite, malessere generale e morte nell’1% dei casi.


    Le cause della meningoencefalite possono essere diverse: può, infatti, derivare da altre patologie come le meningiti da virus, la meningite tubercolare, alcuni tipi di malaria e di tripanosomiasi e l’AIDS. Le cause della meningoencefalite da zecche è, invece – come suggerisce il nome – derivante dal morso di zecca o, meglio, da un virus trasmesso all’essere umano e agli animali dalle zecche: questa infezione è conosciuta anche come “TBE”, dall’inglese “Tick Borne Encephalitis”.


    La terapia viene decisa dal medico specialista – il neurologo – dopo aver effettuato una corretta diagnosi, tramite una visita neurologica, lo studio dei sintomi e tutti gli esami del caso. La cura è, solitamente, di tipo farmacologico: vengono, infatti, prescritti alcuni medicinali specifici. Alla comparsa dei sintomi, è di fondamentale importanza contattare immediatamente il medico per evitare complicanze: questa grave malattia può, infatti, causare disturbi al cuore, ai reni, alle orecchie, agli occhi e alle ghiandole surrenali, oltre che portare alla morte. Esistono, poi, dei vaccini con virus inattivato – esiste, ad esempio, il vaccino contro la meningite – consigliati a chi è esposto maggiormente al rischio di morsi da zecche infette, che sia per lavoro, hobby o per altro. È possibile fare prevenzione del morso di zecca ed evitare il contagio, seguendo alcune norme comportamentali: ad esempio, il controllo sugli animali domestici – utilizzando, periodicamente e secondo il consiglio del veterinario, un antiparassitario – evitare di sedersi sull’erba e ispezionare pelle e vestiti dopo essere stati in luoghi a rischio. Infine, nei casi più gravi, è previsto il ricovero ospedaliero.

    617

    LEGGI ANCHE