Meningite e difterite: vecchie malattie che ritornano

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    Meningite e difterite: vecchie malattie che ritornano

    Due vecchie malattie del passato, la meningite e la difterite, ritornano a far paura. In Italia, sede dove il calo delle vaccinazioni infantili è diventato un dato allarmante, si torna a parlare di malattie che sembravano scomparse da tempo. Secondo l’Istituto superiore di sanità, le infezioni da difterite non venivano registrate dal 1996, mentre i casi di meningite sono stati addirittura 74 dal 2015. Insieme a queste malattie torna la paura di una nuova ondata di epidemia difficile da contrastare senza il valido sostegno delle istituzioni ma in particolare dei genitori, che negli ultimi 20 anni sono stati sempre più contrari alla vaccinazione dei propri figli.

    Difterite e meningite

    La difterite è una malattia infettiva e contagiosa provocata da un batterio che può infettare il primo tratto dell’apparato respiratorio, riportando varie complicanze agli organi e causando, così, seri danni cardiaci, renali e al sistema nervoso. La meningite, invece, può provocare gravi danni permanenti, anche neurologici, se non addirittura la morte. Entrambi possono colpire a qualsiasi età. A prova di ciò, l’ultimo caso di meningite riguarda proprio una ragazza di 24 anni morta a Milano a inizio dicembre.

    Perchè le malattie ritornano?

    Secondo la comunità scientifica, la responsabilità di questo ritorno ricade tutta sull’evidente calo delle vaccinazioni infantili: sempre meno bambini, infatti, portano a termine il programma di vaccini sviluppato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute. Questo in conseguenza alla scelta dei genitori di non immunizzare, in modo medico, i più piccoli.

    Andrea Grignolio, docente di Storia della medicina all’Università La Sapienza di Roma, spiega così la natura dei contagi e delle vittime epidemiche: “Il ritorno di queste malattie scomparse, spesso mortali, è dovuta al calo della cosiddetta immunità di gregge. Se almeno il 95% della popolazione è vaccinato i microrganismi non circolano. Ma questa percentuale soglia, in molti casi, si sta abbassando progressivamente”.

    Quali sono i vaccini da fare?

    Il Servizio sanitario nazionale mette a disposizione dei suoi pazienti 13 vaccini: la poliomielite, la difterite, il tetano e l’epatite B sono obbligatori, mentre gli altri 9 solamente raccomandati: pertosse, haemophilus influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C, pneumococco, influenza e papillomavirus. Secondo gli esperti, gli effetti collaterali legati al vaccino della meningite sono di natura estremamente più debole rispetto a quelli riscontrati dopo un contagio.

    I direttore del Policlinico di Milano, Susanna Esposito, commenta così: “I vaccini hanno cambiato la storia della pediatria: la riduzione della mortalità nel primo anno di vita e nei bambini in età pediatrica è diminuita proprio grazie al calo delle malattie infettive dovuto alle vaccinazioni di massa. Eppure sembra che molti si siano già dimenticati dei grandi benefici dei vaccini”.