Memoria: il sonno la rafforza meglio dello studio

Memoria: il sonno la rafforza meglio dello studio

Uno studio dell’Università della Pennsylvania dimostra che il sonno svolge un ruolo di primo piano nel consolidamento dei ricordi e nel potenziamento della memoria

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    Spesso capita che prima di un esame la nostra memoria sembra andare in uno stato di confusione e abbiamo l’impressione di non ricordale nulla. In situazioni come questi studiare qualche ora in più, ma la nostra memoria può essere potenziata dal sonno. E’ quanto affermano i ricercatori dell’Università della Pennsylvania, guidati da Marcos Frank, che hanno realizzato uno studio specifico.

    Al contrario di ciò che si può pensare comunemente, il cervello durante il sonno non si disattiva e non accantona la sua attività, ma mette in atto processi mentali che si rivelano molto importanti nella formazione dei ricordi.

    I ricercatori hanno studiato due gruppi di animali, in modo da analizzare i cambiamenti neurali che si verificano in essi in risposta a stimoli visivi esterni. Il promo gruppo è stato sottoposto allo studio neurologico subito dopo essere stato esposto agli stimoli visivi. Il secondo gruppo invece, prima di venire sottoposto agli accertamenti, ha potuto dormire per qualche ora.

    Ciò che i ricercatori hanno potuto osservare è che gli animali che hanno dormito hanno avuto la possibilità di riorganizzare la propria corteccia cerebrale e di conservare così nella memoria le immagini che avevano avuto l’occasione di osservare.

    Dallo studio è emerso che il responsabile dell’attivazione delle connessione neurali che fissano i ricordi è il recettore N-metil-D aspartato (NMDAR), che si attiva proprio durante il sonno.

    La ricerca rappresenta un importante passo avanti nella scoperta e nella comprensione dei processi neuronali coinvolti nella memoria a lungo termine, che rimane ancora un mondo ricco di sorprese tutte da portare alla luce.

    Immagine tratta da: www.nonsolomusica.it

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