Memoria: aiutata dal successo

Memoria: aiutata dal successo

La teoria della leva non funziona solamente con i topi: infatti anche le scimmie hanno maggiori capacità di apprendimento a partire dai successi che non dagli insuccessi, secondo un esperimento infatti sarebbero maggiori i gap temporali nella gratificazione che non nella mortificazione

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    Topi e Leva

    La teoria della leva non vale solo per i topi ma anche per gli esseri umani: il successo nelle azioni personali è molto utile per imparare come fare a raggiungere gli obiettivi prefissati, non lo stesso per ii fallimenti, che al contrario portano il soggetto a tornare sui suoi passi e a compiere più spesso gli stessi errori di sempre.

    Ecco che una ricerca aiuta a capire come funziona il cervello umano a partire dalla osservazione del comportamento del cervello delle scimmie, che è stata pubblicata sulla rivista “Science and Neuron” secondo cui i neuroni di questo gruppo di animali, nel momento in cui ottengono la gratificazione, memorizzano il percorso che porta a raggiungere lo scopo.

    Invece non esiste correlazione tra le azioni fallimentari e il cambiamento del modo di comportarsi delle scimmie, a maggior ragione si è portati a pensare che non sia allora il negativo, bensì la ricompensa e portare all’apprendimento.

    Il test per le scimmie si è basato su una simulazione per cui le scimmie erano portate a dover associare a delle immagini dei comportamenti, così facendo e procedendo per tentativi, le scimmie hanno attivato il loro cervello: se le scimmie sbagliavano e i gioco non funzionava avevano dei tempi di memorizzazione molto brevi a livello neuronale, se invece erano premiate, la reazione si allungava migliorando le possibilità di apprendimento.

    Questo dimostra che l’ottimismo e il successo aiutano ad apprendere, al contrario le punizioni e i fallimenti non servono per migliorare le prestazioni del cervello e della memoria.

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