Melatonina e ritmi circadiani

Quando l'equilibrio dei ritmi circadiani viene alterato da fattori quali stress, cambi di stagione, ecc

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    melatonina ritmi circadiani

    I ritmi circadiani sono determinati dall’alternarsi del giorno e della notte, in un ciclo di circa 24 ore, che si ripete costantemente; la regolazione delle attività ritmiche è dovuta al nucleo sovrachiasmatico (NSC) che è definito il pacemaker circadiano. Retina, nucleo sovrachiasmatico (NSC) e ghiandola pineale, rappresentano il SISTEMA che percepisce e trasduce gli effetti non visivi della luce. La melatonina è l’anello che chiude questo sistema.

    La melatonina svolge quindi un ruolo fondamentale nella sincronizzazione dei ritmi circadiani dell’organismo. La melatonina è una molecola antichissima e ubiquitaria: infatti è stata trovata in qualsiasi organismo del regno animale e vegetale, mono o pluricellulare, con identica via di biosintesi e identica struttura chimica. Nell’uomo e nei mammiferi viene prodotta dalla ghiandola pineale e in altri distretti come la retina e l’apparato gastroenterico; è presente nel latte materno e negli alimenti sia di origine vegetale che animale.

    La melatonina viene secreta dalla ghiandola pineale nelle ore notturne seguendo un ritmo circadiano (ritmo di circa 24 ore) ed è bloccata in maniera dose-dipendente dalla luce. La secrezione aumenta gradualmente intorno alle 22:00, con un picco massimo dalle ore 2:00 alle ore 4:00 della notte, e diminuisce in maniera graduale nelle ore successive con l’arrivo della luce.

    La funzione fisiologica primaria della melatonina, la cui secrezione si adatta alla lunghezza della notte, è quella di adeguare la fisiologia dell’organismo al ciclo giornaliero della luce/buio. Gli effetti fisiologici della melatonina sul sonno sono:

    1. Aumento della propensione al sonno

    2. Riduzione della temperatura corporea

    3. Influenza sulla durata e sulla qualità del sonno

    La melatonina migliora la qualità e la durata del sonno e il risveglio è privo di effetti negativi sulla memoria o sulla cenestesi. La concentrazione di melatonina ematica diminuisce con l’invecchiamento fisiologico ma non solo. Sono molte le condizioni che possono influire sulla secrezione notturna di melatonina e, di conseguenza, alterare i ritmi circadiani dell’organismo. Tali condizioni sono le seguenti:

    - Condizioni fisiologiche, quali invecchiamento e perimenopausa

    - Condizioni ambientali quali sindrome da desincronizzazione (turnisti, jat leg, ecc.) sindrome da stress, ecc.

    - Cause iatrogene (numerose tipologie di farmaci)

    - Condizioni patologiche, quali insonnia, obesità e sindrome metabolica, patologie cardiovascolari, cefalee, ecc.

    La melatonina è in grado di sincronizzare i ritmi biologici endogeni e può essere definita come “il regolatore dei regolatori”, intervenendo nelle regolazioni dei ritmi neuroendocrini, immunitari e comportamentali.

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