Melanoma, rischio al rialzo: 7mila nuovi casi in Italia, ogni anno

Melanoma, rischio al rialzo: 7mila nuovi casi in Italia, ogni anno

I numeri del melanoma, in termini di incidenza e diffusione, sembrano fare sempre più paura, con 7mila nuovi casi e 1500 decessi ogni anno, solo in Italia

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    melanoma, sempre più diffuso

    Cresce il numero di casi di melanoma negli ultimi anni: nell’ultimo triennio si è registrata una tendenza al rialzo davvero preoccupante, con un incremento pari al 237% delle diagnosi del tumore della pelle particolarmente aggressivo. Solo in Italia, secondo i dati ufficiali, ogni anno sono 7mila i nuovi casi diagnosticati e 1500 i decessi: ecco alcune delle principali evidenze emerse nel corso del 36esimo Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) di Stoccolma che ha visto la partecipazione di oltre 15mila esperti internazionali.

    Numeri in crescita preoccupante, quelli che delineano il profilo, in termini di tassi di incidenza e di diffusione, di una forma di cancro da non sottovalutare, particolarmente aggressiva, il melanoma. Si tratta di un tumore della pelle, che colpisce l’epidermide, scatenando la crescita incontrollata dei melanociti.

    Un tumore subdolo, molto aggressivo e pericoloso: se individuato in tempo, grazie alla diagnosi precoce, le terapie possono essere efficaci, ma se manca la tempestività, il rischio di prognosi infausta è molto elevato. Secondo le stime più recenti, un paziente su cinque sviluppa la forma aggressiva e avanzata della malattia, con una prognosi negativa e un tempo medio di sopravvivenza decisamente preoccupante, che si aggira tra i 6 e i 9 mesi.

    L’attacco “frontale” più efficace, quando si tratta di melanoma, sembra essere a base di immunoterapia.

    “La nuova via per sconfiggerlo è rappresentata dall’immunoterapia. In particolare, ipilimumab è un anticorpo monoclonale con un meccanismo d’azione ‘rivoluzionario’. Agisce, infatti, a livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso la rimozione dei ‘blocchi’ della risposta antitumorale. Potenzia le difese dell’organismo del paziente per poter meglio vincere la neoplasia. Questa terapia segna uno spartiacque per il melanoma ed è destinata a cambiare la storia della malattia” ha sottolineato il professor Paolo Marchetti, Direttore dell’Oncologia Medica del Sant’Andrea di Roma e membro del Direttivo Nazionale AIOM.

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