Melanoma: speranze di guarigione da una ricerca scientifica siciliana

Melanoma: speranze di guarigione da una ricerca scientifica siciliana

Una speranza in tal senso ci giunge dal CNR, in particolare dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo (Ibim-Cnr) grazie ad uno studio condotto da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa che hanno dimostrato come i derivati della porfirina

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    Ancora adesso il melanoma è una delle forme tumorali fra le più aggressive che si conoscono, tenuto conto che la capacità di generare metastasi per questa malattia è altissima con la conseguenza che la sopravvivenza, dopo una diagnosi di melanoma, è davvero drammaticamente limitata e per di più, le stesse terapie antitumorali non sono, di norma, molto efficaci, ne deriva che l’auspicio è quello secondo il quale a breve si possa trovare un farmaco o dei farmaci in grado di contrastare al meglio tale grave neoplasia.

    Una speranza in tal senso ci giunge dal CNR, in particolare dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo (Ibim-Cnr) grazie ad uno studio condotto da Giovanna Barbieri e Maria Assunta Costa che hanno dimostrato come i derivati della porfirina, sintetizzata principalmente dal fegato e dal midollo osseo all’interno del citoplasma e dei mitocondri, possono dar luogo ad eventuali farmaci che riescano a contrastare e agire sulle lesioni tumorali. La ricerca a cui ha preso anche parte il gruppo di ricercatori di Lorenzo Pellerito del Dipartimento di Chimica Generale e Inorganica dell’Università di Palermo è stata pubblicata sulla rivista Oncology Reports, che le ha dedicato la copertina.

    “Questi derivati della porfirina possono essere considerati degli ottimi candidati per la progettazione di agenti terapeutici ed approcci terapeutici migliori” confermano Maria Assunta Costa e Giovanna Barbieri. “Avevamo precedentemente dimostrato che due derivati della porfirina, il (Bu2Sn)2TPPS e il (Bu3Sn)4TPPS, determinano il cento per cento di morte delle cellule di melanoma inducendo l’apoptosi, un processo altamente regolato che determina la morte cellulare mediante una sorta di ‘suicido’”.L’obiettivo della nuova ricerca è stato lo studio dei segnali intracellulari attivati da questi complessi.

    “La morte per apoptosi delle cellule di melanoma trattate con questi derivati della porfirina dipende dall’attivazione di alcune protein-chinasi (MAPK o mitogen activated protein kinase)”, spiegano le ricercatrici dell’Ibim-Cnr. “Utilizzando la naturale fluorescenza della porfirina abbiamo inoltre osservato la localizzazione di questi complessi nei nuclei e nei nucleoli delle cellule di melanoma trattate. I risultati ottenuti suggeriscono che i target di questi derivati della porfirina sono probabilmente localizzati nel nucleo”.

    Da sottolineare il fatto che i derivati della porfirina si sono anche dimostrati efficaci per rallentare i processi metastatici secondari alla malattia neoplastica.

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