Meduse: cosa fare e non fare in caso di puntura

Meduse: cosa fare e non fare in caso di puntura

Il più delle volte la puntura di una medusa si risolve in un fastidioso dolore momentaneo destinato a passare presto, ma occorre sapere cosa evitare e sopratutto cosa fare nei rari casi molto seri

    Medusa

    Questa è l’amara realtà con la quale dovremo confrontarci da qui ai prossimi anni, noi amanti del mare, delle nuotate al largo o semplicemente dediti a bagnarci i piedi in riva al mare; le meduse, quegli esseri spregevoli, anche se a vederle sembrano persino attraenti ma in grado di trasformare una tranquilla giornata al mare, in un mezzo incubo, per di più, le meduse sono destinate ad aumentare di numero in maniera quasi esponenziale nei prossimi anni; la colpa, dell’uomo; tanto per cambiare!
    E se la responsabilità è anche “nostra” ciò è dovuto ad un tipo di pesca indiscriminata sui nostri mari che ha ridotto in maniera drastica i tanti predatori naturali delle meduse, da una parte e la presenza di una vegetazione diversificata che pare l’habitat ideale per questi esseri, a causa di una vera e propria concimazione innaturale che abbiamo provocato nei fondali dei mari, con fertilizzanti provenienti dai campi coltivati e riversati in acqua dove fanno proliferare il fitoplancton che le meduse prediligono.

    A questo punto, almeno in attesa che l’uomo metta giudizio, fatto che non sembra proprio lì da venire, dovremo rassegnarci sempre di più, negli anni, alla possibilità di avere un contatto ravvicinato con questi esseri fastidiosi e meglio sarà conoscere bene quali precauzioni adottare nel caso in cui una medusa ci punga.

    La puntura della medusa

    Secondo il professore Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia Humanitas e docente di dermatologia all’Università degli Studi di Milano, sarebbero le cnidocisti le particolari cellule della medusa che una volta a contatto con una qualsiasi parte del nostro corpo, rilascerebbero immediatamente e all’interno della pelle la sostanza urticante e neurotossica in grado di farci star male. La sensazione è spiacevolissima, un dolore e bruciore intenso subito e, poco dopo, un prurito irresistibile.

    Nei nostri mari, per fortuna, non esistono, generalmente, meduse in grado di dare altri problemi dei già spiacevolissimi sintomi subito dopo un contatto, il tipo di medusa che siamo soliti conoscere ha dimensioni abbastanza ridotte, una decina di centimetri e la possiamo scorgere o isolata o mentre si muove in branco, oltretutto la si riconosce per via del fatto che è trasparente, di colore che tende al viola e flessuosa nei movimenti; ecco l’attraenza di cui si parlava.

    Tale specie di medusa, non è quasi mai pericolosa, anche se molto dipende non tanto dalla sostanza che ci viene iniettata quanto dalla reazione individuale di ognuno al momento del contatto. Ben altra cosa è chiaramente finire nel bel mezzo di un branco e riportare punture su larga parte del corpo, in questo caso la faccenda potrebbe farsi molto pericolosa, ma del resto è ciò che capita quando si viene punti da un’ape, generalmente la puntura è innocua, tranne in certe situazioni, ma essere punti da uno sciame di api impazzite è ben altra cosa e c’è chi ci ha persino lasciato la pelle!

    In Australia invece i bagnanti devono fare i conti con una medusa potenzialmente letale il cui liquido iniettato dopo un contatto può addirittura provocare la morte per arresto cardiaco e/ o respiratorio.

    Cosa fare in caso di puntura di medusa

    Come sempre, soprattutto atteso il fatto che, come detto, le possibilità di essere punti dalle meduse sono sempre maggiori, la prima cosa che i medici raccomandano è quella di non perdere la calma, urlando per il dolore e aggravando una situazione che, quasi sempre evolve in maniera positiva; perdere il controllo, urlare a squarciagola non solo è inutile, ma immette maggiori quantità di adrenalina in circolo e anche la respirazione si fa più difficile, cosa pericolosa se il tutto accade al largo, ad esempio.

    Questo non vuol dire che se siete in alto mare, dovrete fare gli stoici magari trattenendo il fiato per non mostrare il vostro dolore, tutt’altro, dovrete invece, se possibile, richiamare l’attenzione di altri, meglio ancora sarebbe poter essere raggiunti da un natante, dove salire a bordo, ben altra cosa se siete in prossimità della riva, dovrete raggiungerla immediatamente.

    Una volta giunti sulla terraferma o su una superfcicie stabile, quale ad esempio una barca o un qualsiasi algtro natante, è importante verificare che la medusa non abbia lasciato sulla parte interessata residui del suo corpo, in questo caso vanno allontanati al più presto, ottima la soluzione di diluire il punto di contatto con acqua di mare, non mettete sabbia da strofinare e non strofinate nulla nella parte interessata dal contatto, si rischia di far penetrare meglio all’interno la sostanza urticante, il professore Monti sconsiglia anche l’uso di alcol, aceto, ammoniaca o intrugli della nonna vari.

    Il miglior metodo
    E’ invece opinione sempre più diffusa che il metodo migliore, di fronte ad una puntura di medusa, vale lo stesso per le zanzare, sia il Gel Astringente al cloruro di alluminio che, oltre a togliere il prurito che si presenta subito dopo mitiga anche il bruciore. Antistaminici e cortisone per uso topico, pur potendo avere una loro funzione, hanno tempi di azione troppo lunghi e non risolvono la situazione nell’immediato.

    I casi gravi

    In soggetti sensibili, anche la puntura di una medusa, ma la stessa cosa può avvenire in caso di puntura di ape, vespa o qualsiasi altro insetto potenzialmente velenoso, si possono verificarsi fenomeni di sensibilizzazione a causa di una reazione allergica all’azione del veleno. In questi casi la tempestività è la prima arma da adottare con il ricorso nel più breve tempo possibile al personale del 118 immediatamente allertato seguito, quasi sempre, da ricovero ospedaliero.

    Dopo una puntura di medusa se il soggetto colpito comincia a farfugliare frasi sconnesse, appare confuso e disorientato, ha difficoltà respiratorie, impallidisce, suda in maniera eccessiva e comincia a gonfiarsi non solo nella sede della puntura ma in breve tempo in tutto il corpo, il rischio di uno shock anafilattico è quasi certo, una di quelle situazioni gravissime che se non trattate adeguatamente, portano a morte in breve tempo il paziente.

    Fonte: Humanitas Salute

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