Medicina termale: l’antica scienza al servizio della salute

Nel corso del convegno Medicina del Benessere di cui abbiamo già parlato presentando anche il Fitwalking, il prof

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    medicina termale

    Nel corso del convegno Medicina del Benessere di cui abbiamo già parlato presentando anche il Fitwalking, il prof. Umberto Solimene, docente di Terapia Medica E Medicina Termale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano ha raccontato la storia e le qualità della medicina termale. Una scienza antica che aiuta oggi a curare la nostra salute.

    La medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’Occidente ed è da considerarsi una medicina tradizionale. In quest’ottica, le “Thermae“, quale complesso integrato di risorse naturali, di strutture e di servizi possono essere il punto d’incontro tra diverse forme di cultura medica per proposte non solo di terapia e di riabilitazione ma anche di conservazione della salute. Proprio per la non semplicità del mezzo terapeutico acqua e per l’azione di diversi fattori ambientali e psicologici risulta, talvolta difficile quantificare secondo i metodi usualmente codificati l’efficacia obiettiva dei trattamenti.

    Un altro aspetto da non trascurare è che, spesso, l’insorgenza di una patologia non dipende da una sola causa ma dalla contemporanea presenza di più fattori come inquinamento, alimentazione, stato psicologico, patologie sofferte in precedenza. Intervenire in questi aspetti e nelle loro interferenze negative sull’organismo significherebbe riuscire ad attuare una vera prevenzione delle malattie. La medicina ha, infatti, lo scopo di occuparsi delle persone malate per aiutarle a guarire e delle persone sane per aiutarle a rimanere tali.

    Da quanto afferma il prof. Solimene, la Medicina Termale Integrata, che si avvale delle conoscenze e tecniche classiche dell’idrologia e della climatologia medica unite, ove necessario a terapie e tecniche terapeutiche tradizionali di altri saperi medici (medicina tradizionale cinese, indiana, fitoterapia ecc.), dovrebbe interpretare l’uomo nella sua unità, rifiutando di focalizzare l’attenzione solo su una parte o su un organo ma mirando a ristabilire non solo la parte malata ma l’equilibrio funzionale di tutto l’organismo.