Medicina di genere: malattie cardiovascolari, differenze tra uomini e donne

Medicina di genere: malattie cardiovascolari, differenze tra uomini e donne

La medicina di genere è un’esigenza, lo provano anche le differenze tra uomini e donne in materia di malattie cardiovascolari

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    La medicina di genere e le malattie cardiovascolari

    Gli uomini e le donne non sono uguali, anche quando si tratta di salute e, in particolare di cuore e sistema cardiovascolare. E’ da queste piccole e grandi differenze che nasce l’esigenza di sviluppare una medicina di genere. Anche le patologie cardiache meritano la giusta dose di attenzione e di differenziazione, tra uomini e donne.

    L’infarto al maschile e al femminile non ha le stesse caratteristiche. Se nell’uomo è più facilmente individuabile, grazie alla comparsa di sintomi chiari, come il dolore al torace, a livello dello sterno, oppressivo e costrittivo, di breve durata, che può irradiarsi al braccio sinistro, nelle donne è tutta un’altra storia. Quando l’infarto colpisce una donna, i primi segnali della malattia sono più difficili da distinguere: dolore irradiato alle spalle, al dorso, al collo, mancanza di fiato, nausea persistente, sudori freddi, vomito, spossatezza, ansia e debolezza.


    Infarto, ma non solo, anche l’aterosclerosi assume profili differenti in base al malcapitato colpito. Le prime manifestazioni cliniche della patologia cardiovascolare si fanno strada negli uomini anche in modo precoce, intorno ai 40 anni di età, mentre per le donne l’esordio, con relativi disturbi, sintomi e conseguenze, è più tardivo, avviene circa 10 anni dopo la menopausa.

    Il diabete colpisce con leggera prevalenza le donne, ma gli svantaggi per le diabetiche, rispetto ai “colleghi” maschi non sono finiti. Anche le eventuali complicanze vascolari, legate al diabete, sembrano “preferire” le donne: il rischio di morte cardiovascolare è più che doppio per le donne rispetto agli uomini.

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