Medicina Alternativa: l’Usui Reiki

Medicina Alternativa: l’Usui Reiki

Delle pratiche riconosciute dalla medicina alternativa è una delle più famose, praticata per rilassare, per tranquillizzare e per guarire dalla depressione, il Reiki può aiutare anche quando le persone hanno problemi al sistema muscolare e al sistema immunitario

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    Per il rilassamento è una delle tecniche più usate, si tratta di una attività che richiede molta concentrazione e parecchia fatica per ottenere dei risultati, conosciuta in Europa come una delle migliori tecniche per imparare a gestire i flussi di energia che assorbiamo e che trasmettiamo, il Reiki consente anche di effettuare delle vere e proprie sedute terapeutiche.

    La tecnica ha efficacia per la soluzione di diversi problemi: è adatta come sistema terapeutico che comporta il rilassamento muscolare, aiuta a superare i dolori delle malattie muscolari, viene praticata per aiutare il sistema immunitario a diventare più forte, ad esempio è associata alla ginnastica per malati di AIDS, aiuta a guarire dalla depressione.

    Un giapponese, Mikao Usui, cominciò a spiegare come con le mani, una persona portata, possa trasmettere delle energie che vanno verso una seconda persona, portando effetti positivi. Da cui il nome della terapia “Reiki” che significa flusso di energia.

    Bolle di energia, flussi di magnetismo terapeutico, pratiche che sono tipiche del buddismo e che funzionano sulle persone che soffrono.

    Il Reiki è una tecnica olistica, funziona nella misura in cui chi la pratica può farlo, non si sperimenta e non si inventa, il terapeuta è un vero e proprio conduttore di energia, che lavora con la imposizione delle mani, misurando e trasferendo le energie da un corpo all’universo e viceversa.

    Una seduta di Reiki può portare a rilassamento, a tonicità, come anche può non portare ad alcun risultato se il terapeuta non riesce a mettersi in contatto con la persona curata, da cui la necessità estrema di sottoporsi a sedute applicate solo da conduttori terapeuti diplomati, per non incorrere nella classica “bidonata”.

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