Medici: più “morbida” la linea Brunetta

Medici: più “morbida” la linea Brunetta
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    Si ammorbiìdisce la linea dura di Brunetta coi medici

    Tirano un sospiro di sollievo i medici alle prese con la riforma Brunetta, dal nome del Ministro della Pubblica Amministrazione e innovazione; alla luce degli ultimi accordi, infatti, si attenua l’iniziale rigore cui sarebbero dovuti essere sottoposti i camici bianchi, nel caso di certificazioni che aggravavino lo stato di salute del dipendente che ne faceva richiesta e si fa ricorso, come era logico che avvenisse, al buonsenso.

    Secondo l’inedita circolare che il Ministro ha firmato con le parti in causa, Ordine dei Medici e Sindacati della categoria, vengono stralciate le pesanti sanzioni cui assistito e medico sarebbero dovuti essere sottoposti, carcere fino a cinque anni e pesanti sanzioni pecuniarie, compresa la radiazione dalla convenzione con la A.SL. sia per il medico compiacente che per l’assistito per quanto riguarda la pena pecuniaria ed il reato eventualmente ascrittogli e si fa riferimento ad un documento che traccerà le linee guida che il Camice bianco dovrà seguire nella compilazione della certificazione.

    Grazie a questo nuovo documento che il Ministero pubblicherà sul proprio sito web nei prossimi giorni, al medico nel formulare sia la diagnosi che la prognosi basterà infatti la presunzione sulla base di dati acquisiti durante la visita. Nessun obbligo dunque spetterà al curante riguardo l’eventuale diagnosi oggettivamente documentata che inizialmente aveva fatto andare in fibrillazione la categoria, secondo la quale per alcune malattie, ad esempio la cefalea, era impossibile fornire riscontri oggettivi.


    “L’applicazione della disposizione – si legge nella circolare – deve tener conto delle regole proprie della pratica medica, che consentono di formulare diagnosi e prognosi anche per presunzione sulla base di dati riscontrati o semplicemente acquisiti durante la visita. Nell’applicazione della norma, pertanto, è rilevante la circostanza che i dati clinici siano stati o meno desunti da visita. In sostanza, in base a questa norma, la responsabilità del medico, con l’applicabilità delle sanzioni indicate, ricorrerà quando lo stesso rilascia attestati o certificati attestanti dati clinici non desunti da visita in coerenza con la buona pratica medica”.
    Fonte Foto: Ansa

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