McDonald’s: ma è vero che fa tanto male?

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    McDonald’s

    Che l’obesità sia la piaga dei nostri tempi cui prima di tutti devono fare i conti i giovani è un fatto indubbio, quali siano le vere ragioni che stanno alla base dell’obesità non è facile stabilirlo con certezza, vero è che oggi siamo a conoscenza del fatto che, almeno l’alimentazione di noi popoli progrediti faciliti questa manifestazione patologica implicata anche ad aprire la strada a gravi altre patologie.Fra le varie cause additate quali responsabili dell’obesità o quando va bene del semplice sovrappeso vi sarebbe l’abitudine di tanti giovani, soprattutto abitanti in America, che sono soliti alimentarsi presso i fast food e quando si nomina fast food immediatamente il pensiero si dirige automaticamente a McDonald’s che di questo tipo di alimentazione è divenuto paladino fondando un vero e proprio impero economico in tutto il mondo.

    Ma oggi a spezzare una lancia verso questa catena di ristorazione pensa il suo direttore generale, Peter Bush, che afferma che i locali McDonalds non possono essere implicati ed additati quali responsabili nel determinare l’obesità in quanto, mediamente, un bambino, anche laddove il ricorso ad hamburger e patatine sia frequentissimo, non consuma pasti nella catena di fast food più di un’ora ogni 72, resta da capire nelle altre 71 ore di cosa si cibi e dunque, bisogna ricercare fuori dai locali della McDonalds i responsabili dell’obesità infantile, molto probabilmente dovuta a merendine e scarso esercizio fisico praticato.

    Ora, fermo il fatto che ricorrere a qualsiasi fast food, indipendentemente dalla bandiera adottata, in maniera sistematica fa sicuramente male, vero è anche che qualche piacere del palato saltuariamente è pur sempre possibile passarselo e se per far questo il ricorso diventa McDonald, ben venga se, ripetiamo, trattasi di norme saltuarie. Ben diverso è il caso di chi, come dice Bush, ricorre al fast food ogni 72 ore, cioè ogni tre giorni e magari in quelle evenienza fa bisboccia di tutto, allora si, con buona pace del numero uno di McDonald, se non l’unica, questa abitudine può aprire eccome la strada all’obesità