Maturità: allarme “Smart Drugs”

Maturità: allarme “Smart Drugs”

Nel periodo precendete agli esami di maturità sono tanti i giovani che fanno di tutto per migliorare le proprie prestazioni mentali, ecco allora che in alcuni casi sono disposti a usare psicofarmaci, per essere promossi, senza pensare alle conseguenze del caso, per cui possono riportare danni permanenti o quantomeno prolungati al cervello

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    Maturita

    Tempo di esami di maturità, come ogni anno scatta l’allarme per gli adolescenti e i giovani che hanno paura di non farcela e per studiare di più e migliorare le proprie prestazioni fanno uso delle “Smart Drugs” ovvero sostanze che attivano il cervello in soggetti con disturbi, usate a modoo di droga.

    Diciamolo prima di tutto, non tutte le Smart sono delle vere e proprie droghe, come la tradizione culturale attuale vuole far pensare, in alcuni casi si tratta di caffè, conosciuto come il caffé dello studenti, in altri casi si tratta di integratori alimentari, in altri casi si tratta invece di cioccolato, ma va detto che chi studia, nel periodo degli esami, cerca di adeguare le abitudini a uno stile che migliori le prestazioni del corpo e della mente.

    Niente di grave, se questo rientra nei parametri normali, peggio se invece questo sfocia in comportamenti a rischio, per cui i giovani ricorrono allo psicofarmaco per calmarsi, per stare svegli, per essere più attivi. Gravissimo quando la scelta cade sulle droghe.


    Secondo il CNR ogni anno
    , in vista degli esami di maturità, gli studenti sono portati a cambiare le loro abitudini.


    Secondo l’Istituto Nazionale di Neuroscienze
    a fare uso di sostanze sono specialmente i maturandi e gli universitari, che usano le “Smart Drugs” sostanze legali e psicoattive, o iin alcuni casi medicinali attivi per persone con disturbi neurologici e cognitivi.

    Queste sostanze migliorano effettivamente le prestazioni del cervello, rendendolo più elastico, meno sensibile al nervosismo e più adatto alla catalogazione, riordino e restituzione in breve tempo degli elaborati frutto dello studio.

    Non che con queste sostanze sia consentito smettere di studiare, il cervello senza imput non ha output, ma la differenza sta nel fatto che, terminati gli esami, lo studente dopato tendenzialmente dimentica quanti appreso con maggiore facilità rispetto a chi studia con normale metodologia, oltre che a lungo andare queste sostanze possono modificare il cervello in maniera permanente pur non causando in genere dipendenza.

    Le sostanze incriminate sono gli stimolanti come il metilfenidato, la destroanfetamina, il modafinil, che sono usati nei bambini che soffrono di ADHD e di disturbi del sonno.

    Le medicine in oggetto si possono acquistare anche attraverso internet, vengono usate per migliorare la prestazione nel momento dell’esame, ma allo stesso modo non consentono di ricordare quanto imparato e rovinano il naturale ritmo del sonno, in alcuni casi causando disturbi che dureranno nei mesi successivi.


    I medicinali in oggetto possono causare
    perdita del peso, astenia, difficoltà con la memoria a breve termine, dipendenza, sindromi compulsive, alterare le sensazioni di fatica e sonno.

    A fine esame si possono presentare momenti di nervosismo, perdita di calma, irritabilità e difficoltà a conservare i ricordi.

    Le immagini sono tratte dal portale Yume.it

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