Maternità, il diritto all’allattamento

Maternità, il diritto all’allattamento
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    Allattamento

    Sono arrivate in ottanta in piazza a Montecitorio, il 14 Novembre scorso, le mamme attiviste che si sono riunite per il sit in di protesta organizzato dalle associazioni AICPAM, IBFAN Italia, LLL, MAMI e ACP.

    “Il presidio e’ stato organizzato per richiedere che l’Italia recepisca il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno sottoscritto con l’OMS nel 1981 – ha dichiarato Linda Grilli di MAMI – perche’ il Governo decida per un decreto ministeriale che vada ben oltre le Direttive dell’Unione Europea che ad esso si ispirano.”

    “Il latte materno – spiegano AICPAM, IBFAN Italia e LLL – e’ un bene comune che la natura ha affidato in gestione alle donne. Solo le donne possono decidere se, dove, quando, come, quanto e quanto a lungo allattare. Nessuno dovrebbe sostituirsi ad esse o interferire con la loro indipendenza. Tanto meno chi e’ mosso da fini commerciali e di profitto e vorrebbe sostituire il latte materno con latti artificiali ed altri alimenti e bevande, o chi vende gli strumenti per somministrare questi prodotti: biberon e tettarelle.”

    Durante il sit in sono state raccolte le firme da consegnare al Presidente della Camera, Fausto Bertinotti e una delegazione di mamme ha fatto richiesta di essere ricevuta dal Ministro della Salute, On.

    Livia Turco.
    Per difendere il diritto di allattare al seno le mamme chiedono “che venga proibito qualsiasi tipo di pubblicita’ oltre che ai latti di partenza, a quelli di proseguimento e agli altri latti, nonche’ ai biberon ed alle tettarelle; che nessun alimento o bevanda, con l eccezione dei latti di partenza, possa essere etichettato e commercializzato per lattanti che non abbiano compiuto i sei mesi; che sulle etichette dei latti in polvere sia scritto in caratteri ben visibili che non si tratta di prodotti sterili, e che le istruzioni per la preparazione siano adeguate alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2007; che sia proibito qualsiasi contatto (diretto, via posta, via internet) tra le ditte e i genitori, e l’uso anche indiretto delle strutture e degli operatori sanitari allo stesso scopo; che a tutte le donne che lavorano, comprese le lavoratrici precarie ed autonome, sia permesso decidere se, dove, quando, come, quanto e quanto a lungo allattare.” (1)

    Info:
    Codice Internazionale OMS/UNICEF
    Il Codice Violato 2004

    1. Comunicato stampa MAMI

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