Mastoplastica, protesi artificiale? No “pancia” naturale

Mastoplastica, protesi artificiale? No “pancia” naturale

Se ne parla ancora poco, ma gli esperti di chirurgia plastica non hanno dubbi: una nuova tecnica, che utilizza il grasso addominale invece delle solite protesi, è un' ottima soluzione

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    Un seno nuovo con il grasso addominale

    Anche se molte non lo sanno e molti specialisti non ne parlano, una nuova tecnica chirurgica assicura un décolleté tutto nuovo, sfruttando materiale 100% “biologico”. Nonostante le reticenze, una nuova tecnica per ricostruire il seno, utilizzando non le solite protesi artificali, ma il grasso prelevato dalla pancia, garantisce risultati ottimi.

    I vantaggi rispetto alla mastoplastica classica, che ricostruisce il seno inserendo apposite protesi artificiali, non mancano, almeno stando al parere degli esperti. Il seno prende nuovamente forma, in caso di necessità, come dopo un tumore alla mammella, con il grasso asportato dall’addome. In questo modo, si tengono alla larga i rischi di rigetto e i pericoli di complicanze.

    Rischi ridotti o annullati? Non solo, gli specialisti di chirurgia plastica, come il professor Santanelli, garantiscono anche altri positivi effetti funzionali ed estetici. “La mammella ha un aspetto naturale, e avendo il grasso dell’addome, con tutti i vasi sanguigni asportati dalla pancia e innestati nelle ascelle, ingrassa e dimagrisce insieme al resto del corpo, evitando l’effetto di artificialita’ delle protesi.

    Inoltre il trapianto e’ risolutivo: una volta creata la nuova mammella, non c’e’ piu’ bisogno di intervenire per il resto della vita”, sottolinea il professor Santanelli.

    Si chiama DIEP, Deep Inferior Epigastric Perforator, questa metodica innovativa si basa sull’intervento classico di addominoplastica: il grasso dall’addome viene asportato, se ne preserva la vascolarizzazione e si trasferisce un po’ più in alto, sul torace, all’altezza del seno. Traferito il grasso, il chirurgo plastico ricostruisce la forma della mammella e il capezzolo. L’intervento ha una durata variabile, dalle 3,5 alle 8 ore, il ricovero è di circa una settimana e il rischio complicanze è nullo.

    Immagine tratta da: universonline.it

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