Mappato il DNA degli euro – americani

Mappato il DNA degli euro – americani
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    Il DNA degli euroamericani e' stato mappato, la notizia e' importante per dare il via alla prevenzione delle malattie genetiche.

    La notizia e’ alquanto curiosa, ma vera, l’iniziativa l’ha presa un gruppo, composto da ricercatori impegnati che volevano confrontare il DNA degli americani con il DNA degli europei che in America si sono trasferiti; e cosi’ e’ stato e la mappatura del genoma dagli anni settanta a oggi e’ stata completata, dando finalmente risposta alla domanda: “Ma gli europei, come ce l’hanno?” La risposta e’ stata pubblicata sulla rivista «PLoS Genetics».

    Le varianti genetiche comuni identificate sono 300 e sono quelle indispensabili per studiare le patologie degli americani importati, i risultati sono stati incrociati con quelli che derivano dalle analisi delle popolazioni di origine, testandole con i campioni di DNA raccolti in Grecia, in Italia, in Polonia, in Spagna, in Svezia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

    Gli americani originari europei
    sono molto numerosi e lo studio della razza euroamericana ha sempre destato un grande interesse da parte degli americani, che periodicamente dedicano parte del loro tempo cercando di individuare caratteristiche sempre piu’ precise degli antenati e dei contemporanei che sono arrivati da oltreoceano.

    L’attivita’ di ricerca per la mappatura genica degli euroamericani e’ sempre stata oggetto di certosino studio, che si identifica nel «Discerning the Ancestry of European Americans in Genetic Association Studies» allo scopo, in genere, di individuare le tracce e le cure per prevenire le malattie anche ereditarie che lerazze portano con se’.

    Secondo i ricercatori americani avere ben chiare le discendenze e le mappe genetiche delle razze e’ indispensabile per la cura di certe malattie, che potrebbero essere, in futuro, anche del tutto debellate.

    Lo stesso destino tocchera’, non appena sara’ tempo, alle razze afro-americana e latino-americana, che sono attualmente in latenza, ma immediatamente in coda dopo gli europei.»

    Secondo il portavoce del gruppo, il dottor Hirschhorn, questo studio contribuirà a una maggiore comprensione della biologia umana nel campo della salute e delle malattie perdare una migliore assistenza sanitaria ai pazienti.

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